Nella dichiarazione “Costruire una casa europea migliore” della COMECE

BRUXELLES, giovedì, 26 marzo 2009 (ZENIT.org).- Si è svolta dal 18 al 20 marzo a Bruxelles (Belgio) l’Assemblea Plenaria primaverile della Commissione degli Episcopati della Comunità Europea (COMECE), durante la quale i Vescovi hanno adottato una dichiarazione relativa alle elezioni europee del 4-7 giugno prossimi.

Nel testo, ricorda un comunicato dell’organismo inviato a ZENIT, i presuli esortano i cittadini dell’Unione Europea, e soprattutto i cristiani, a esercitare la propria responsabilità di elettori per contribuire a un’UE in cui “tutti gli europei si sentano a casa”.

La dichiarazione, intitolata “Costruire una casa europea migliore”, sottolinea che “dopo 64 anni di sviluppo pacifico e 20 dalla caduta della Cortina di Ferro, che ha posto fine alla divisione del continente, il processo dell’integrazione europea merita di essere apprezzato, nonostante alcuni punti deboli”.

Per questo motivo, i Vescovi delle COMECE “sostengono e promuovono l’Unione Europea come progetto di speranza per tutti i cittadini”.

“Anche in questo periodo di crisi economica e finanziaria – scrivono –, l’Unione Europea ha dato prova di essere una casa affidabile che lotta per salvaguardare la stabilità e la solidarietà tra i suoi membri”, al punto che oggi “ha la capacità e i mezzi per rispondere alle sfide più urgenti e pressanti del nostro tempo”.

I Vescovi ricordano che la partecipazione alle elezioni del Parlamento Europeo è “un diritto e una responsabilità”, e che la Chiesa cattolica “ha sostenuto il progetto dell’integrazione europea fin dall’inizio e continua a farlo”.

“La partecipazione dei cristiani è fondamentale per riscoprire l”anima dell’Europa’, che è prioritaria per realizzare i bisogni principali della persona umana e il servizio del bene comune”, osservano.

I cristiani, affermano i Vescovi COMECE, si aspettano che i membri del Parlamento Europeo “partecipino e contribuiscano attivamente” in vari campi: “rispetto della vita umana dal concepimento alla morte naturale”, “sostegno alla famiglia fondata sul matrimonio – compreso come tra un uomo e una donna – come cellula fondamentale della società”, “promozione dei diritti sociali dei lavoratori fornendo loro condizioni che rispettino la loro salute, sicurezza e dignità”, “sostegno di una governance economica basata su valori etici per raggiungere uno sviluppo umano sostenibile nell’Unione Europea e a livello globale”.

Allo stesso modo, chiedono ai rappresentanti europei di “promuovere la giustizia nei rapporti dell’Unione Europea con i Paesi in via di sviluppo attraverso assistenza finanziaria e partnership innovative”, “dimostrare solidarietà modellando politiche che aiutino i più deboli e i più poveri delle nostre società (in particolare persone con handicap, richiedenti asilo, migranti)”, “difendere la creazione combattendo i cambiamenti climatici e incoraggiando uno stile di vita moderato”, “promuovere la pace nel mondo con una politica esterna dell’UE coordinata e coerente”.

“Illuminati e guidati dagli insegnamenti di Cristo, i cristiani sono pronti e desiderosi di aiutare a realizzare queste aspirazioni”, concludono i presuli.

Nel corso dell’Assemblea Plenaria, i Vescovi hanno anche rinnovato il Presidium della COMECE. Il Vescovo di Rotterdam Adrianus van Luyn è stato rieletto presidente per un secondo mandato. I vicepresidenti sono il Vescovo Piotr Jarecki (ausiliare di Varsavia) e il Vescovo Reinhard Marx (Arcivescovo di Monaco-Frisinga).

Il Vescovo Diarmuid Martin, Arcivescovo di Dublino, si è dimesso dalla sua carica di vicepresidente e membro della COMECE per l’Irlanda. E’ stato sostituito da Noël Treanor, Vescovo di Down & Connor.

Gianni Ambrosio, Vescovo di Piacenza-Bobbio, è il nuovo delegato della Conferenza Episcopale Italiana alla COMECE. I presuli hanno anche nominato Michael Kuhn vicesegretario generale dell’organismo.