Tratto da Il Foglio del 9 marzo 2011

Roma. L’altra faccia dei preti pedofili. Potrebbe intitolarsi anche così il puntuale saggio di Francesco Agnoli, insegnante, saggista e collaboratore del Foglio, dedicato a “Chiesa e pedofilia. Colpe vere e presunte. Nemici interni ed esterni alla barca di Pietro”, in uscita in questi giorni dall’editore Cantagalli (9, 90 euro).

Perché c’è un aspetto del problema della pedofilia dei sacerdoti che poco ha trovato eco sui media. Si tratta di tutti quei casi, e sono parecchi, di preti accusati ingiustamente di aver abusato di minori, o comunque le cui accuse non hanno trovato effettivo riscontro. Agnoli, come lo definisce nella prefazione il direttore di Tempi Luigi Amicone “una delle rare e giovani penne che vanta una limpidezza di comunicazione unita a un gusto impeccabile per i dati e l’informazione esatta, puntuale e controllata”, racconta le storie di questi presunti colpevoli ribaltando, carte alla mano, l’assioma che vuole il clero colpevole sempre e comunque. E inquadrando la vicenda anche nella cornice di una più generale “crisi” della chiesa.

Ci sono don Giorgio Carli, don Luigi Giovannini e don Sandro De Pretis, tre preti del Trentino finiti nel tritacarne delle accuse di pedofilia i cui processi sono finiti così: don Giorgio assolto in primo grado perché il fatto non sussiste. Lo stupro di cui è accusato era stato soltanto sognato dalla presunta vittima dopo 350 sedute di “distensione meditativa”, in sostanza una sorta di ipnosi. Don Luigi è anch’egli innocente. Messo sotto accusa per molestie è costretto a lasciare l’insegnamento. La donna che l’ha accusato sarà poi rinchiusa in un istituto psichiatrico per deboli di mente: disse che i peccati del don le erano stati rivelati direttamente dalla Madonna. Infine don Sandro: le accuse a suo carico sono varie. Pedofilia, corruzione di minori e detenzione di materiale pedopornografico. Si scoprirà poi che don Sandro è soltanto un prete con un’esperienza di missionario a Gibuti. Conserva nel computer immagini di bambini con bubboni sul braccio. Le sottopone al vaglio dei medici per avere un aiuto sulla migliore terapia da seguire. Quando le accuse sono più forti succede che il governo Prodi sospende un finanziamento per l’ospedale che ha aperto a Gibuti. Poi la verità verrà a galla.

Tanti i casi in cui i preti sono accusati da bambini sotto pressione degli adulti. A tre preti bresciani dedica un romanzo anche Antonio Scurati. La psicosi inizia nel 2002. Pian piano il contagio coinvolge 23 bambini, tre preti, sei maestre e bidelli di asilo. Racconta Angoli: “I tre sacerdoti sono: don Armando Nolli, don Ambrogio Barbieri, don Stefano Bertoni. Scrive Repubblica: ‘Dodici persone in tutto che rappresentano in un colpo solo tutto quello che Brescia ha sempre portato come modello: il suo sistema educativo, le strutture sociali, la sua vocazione di cooperazione e solidarietà, la sua chiesa che da quindici secoli ne costituisce l’anima istituzionale, politica e spirituale. Una macchina sociale che rischia di collassare per aver tradito i suoi figli. Per questo da più di un anno, da quando questo incubo collettivo è cominciato, qualcosa nell’anima della città si è rotto. Difficile pensare che non sia successo nulla, impossibile pensare che sia successo qualcosa’. L’assoluzione finale per tutti gli indagati, perché ‘i fatti non sussistono’, arriva il 31 marzo 2009. Ancora una volta esperti e magistrati concludono che le dichiarazioni di bambini sotto pressione, degli adulti e le loro convinzioni non sono attendibili”.