Il Comitato scientifico ha deciso per il day hospital Ma c’è chi non è d’accordo
Tratto da Avvenire dell’8 dicembre 2010

Perugia. Umbria e Ru486, disputa infinita. Dopo che politicamente il suo governo regionale si era espresso più volte  in favore del day hospital, e così avevano fatto le linee guida del Comitato tecnico-scientifico costituito proprio per decidere su quale percorso sanitario associare all’assunzione della pillola, ieri mattina è arrivato un nuovo colpo di scena. A cambiare le carte in tavola e riportare la discussione sui binari della tutela delle pazienti e delle raccomandazioni del Consiglio Superiore della Sanità e del ministero della Salute, ha pensato la mozione di due consiglieri regionali del Partito democratico, Luca Barberini e Andrea Smacchi. Obiettivo: chiedere una fase di sperimentazione della Ru486 – della durata massima di 12 mesi – mediante ricovero. Uno strumento utile per «verificare l’opportunità di apportare eventuali modifiche alle linee guida predisposte dal Comitato tecnico scientifico nel caso in cui il protocollo farmacologico e di assistenza non risulti effettivamente idoneo a garantire e a tutelare la salute psico-fisica della donna».

Dello stesso parere il presidente del Consiglio regionale dell’Umbria, Eros Brega, che ha accolto con favore la mozione presentata dai due: «La sperimentazione rappresenterebbe una maggiore garanzia a giusta tutela della salute della donna, considerando che le linee guide individuate dal Comitato tecnico scientifico e adottate dalla Giunta regionale risultano in contrasto con i pareri del Consiglio superiore della Sanità e del ministero della Salute».