Parla la Delegata del Sindaco capitolino per le politiche di promozione e tutela della vita

di Antonio Gaspari

ROMA, mercoledì, 11 marzo 2009 (ZENIT.org).- Nell’incontro con il Santo Padre svoltosi in Campidoglio lunedì 9 marzo, il sindaco Gianni Alemanno ha affermato che “Roma è e vuole essere la città della vita, la città dell’accoglienza e della speranza”.

Per capire in che modo riuscirà l’amministrazione capitolina a coniugare gli impegni di vita, accoglienza e speranza, ZENIT ha intervistato Maria Novella Luciani, Delegata del sindaco per le politiche di promozione e tutela della vita.

La signora Luciani ha spiegato che l’evoluzione di questo ufficio è frutto della storia e dell’impegno di tante persone che si sono battute per la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale.

Si tratta della prima delega affidata dal comune di Roma come segno di discontinuità con l’amministrazione precedente e come segnale di forte attenzione alla vita nascente e alla famiglia naturale.

Tra le iniziative immediate che l’ufficio in questione intende portare avanti, la Luciani ha indicato il “camper per la vita” e “le stanze per la vita”.

Con il camper per la vita l’amministrazione andrà incontro ai bisogni dei cittadini per portare conoscenza e valore culturale direttamente nei siti di aggregazione quali le piazze e i giardini.

Il camper ha una funzione di sensibilizzazione ed educazione, con persone che saranno dedicate all’ascolto. Una sorta di centro di ascolto mobile, per raccogliere i bisogni ma anche per indicare le soluzioni.

Il camper della vita è un orecchio dell’amministrazione sul territorio, ma avrà anche una funzione di raccordo e coordinamento delle diverse iniziative e associazioni locali.

Nella stessa logica si sta lavorando per le stanze per la vita, punti di aggregazione e di riconoscimento per tante persone che si trovano a disagio, soprattutto per le ragazze madri.

La Luciani ha rilevato che “ci sono tante ragazze madri, molte per scelta e molte per situazioni che si sono venute a creare. In ogni singolo caso ci sono almeno due giovani vite da sostenere. E la vita va sostenuta già dal momento del concepimento”.

Le stanze per la vita vogliono essere dei punti di riferimento, luoghi fisici dove si sa che andando lì si troveranno accoglienza e conforto.

La Delegata del Sindaco per le politiche di promozione e tutela della vita ha precisato che “l’intento è quello di generare un tessuto sociale in un luogo dove si incontrano chi chiede aiuto e chi è in grado di dedicare tempo e aiuto solidale”.

“Il fine – ha rilevato la Luciani – è quello di creare una aggregazione solidale, come si faceva nelle famiglie più numerose”, perchè “nel mondo moderno ed in città grandi il tessuto familiare e interfamiliare è lacerato e in alcuni casi assente”.

“Mentre – ha continuato – ci sono persone che magari sarebbero disponibili ad aiutare altre famiglie. Le stanze per la vita potrebbero essere luoghi di aggregazione, dove praticare la solidarietà dove ognuno mette a disposizione una parte del proprio tempo o mette a disposizione scambi di abiti, giocattoli, carrozzine…”.

L’impegno dell’amministrazione è quello di investire molto nel capitale umano e sociale: “Crediamo nella persona – ha sottolineato la Luciani – non è soltanto l’economia che può rispondere ai bisogni della collettività”.

Inoltre, come fattore moltiplicatore la Delegata del Sindaco Alemanno intende mettere insieme le tante piccole realtà che già esistono.

“Siamo convintissimi – ha detto – di tante persone che agiscono localmente con piccoli interventi, ma che nella loro autonomia fanno molto bene. Queste potenzialità potrebbero esprimere un servizio collettivo enorme se solamente fossero conosciute, collegate e coordinate”.

L’amministrazione ha questo compito di coordinare una rete solidale, di un comune come Roma, che è dispersivo, ma che ha tante persone che svolgono un intenso lavoro solidale.

Per quanto riguarda il sostegno economico alle persone in difficoltà, la Luciani ha affermato che “per le famiglie soprattutto nei momenti del bisogno è importantissimo, ma vogliamo sottolineare che i problemi non si risolvono puntando solo sul mero contributo una tantum”.

In questo contesto il comune ha un progetto di aiuto in forma di microcredito agevolato per le mamme in divenire.

“Noi siamo un paese la cui natalità è bassissima – ha aggiunto – ma il desiderio di maternità è altissimo, per cui dobbiamo rimuovere le cause culturali che limitano le nascite”.

“Vogliamo contrastare e limitare i 15.000 aborti annui che si praticano a Roma, facendo crescere la cultura dell’accoglienza, dare valore alla vita, rimuovere le cause che portano all’aborto, confortare, aiutare, accompagnare le donne che si scoprono incinte e vincere le paure sulle gravidanze inattese”.

“Per farlo – ha concluso la Luciani – c’è bisogno di ricostruire un tessuto sociale che permetta ad ogni donna di trovare nella vita e nella maternità un valore aggiunto che migliora e rafforza tutta la comunità”.