Critiche dell’episcopato a due polemiche sentenze giudiziarie

WASHINGTON, mercoledì, 14 luglio 2010 (ZENIT.org).- Monsignor Joseph Kurtz, Arcivescovo di Louisville, presidente del Comitato della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti per la Difesa del Matrimonio, ha espresso profonda preoccupazione per le recenti sentenze di un  tribunale del Massachusetts che respinge la definizione del matrimonio come unione tra un uomo e una donna.

L’Arcivescovo ha presentato il punto di vista della Chiesa dopo che il giudice Joseph Tauro, della Corte Federale Distrettuale del Massachusetts, ha stabilito l’8 luglio che la legge federale attualmente in vigore che regola il matrimonio (il “Defense of Marriage Act” ) viola il diritto costituzionale all’uguaglianza giuridica delle coppie omosessuali e rappresenta un impedimento per le competenze di ogni Stato in questa materia.

“Il matrimonio, l’unione tra un uomo e una donna, è una situazione unica e insostituibile – ha spiegato il presule a nome dell’episcopato -. Ne dipende l’autentico tessuto della nostra società. Non c’è nulla che possa paragonarsi all’unione esclusiva e permanente del marito e della moglie”.

“Lo Stato ha il dovere di utilizzare la legge civile per sostenere – anzi, per privilegiare in modo unico – questa istituzione fondamentale della società civile. Le ragioni per sostenere il matrimonio con la legge sono innumerevoli, iniziando dalla difesa del ruolo unico dei mariti e delle mogli, del compito indispensabile dei padri e delle madri e dei diritti dei bambini, che spesso sono i più vulnerabili tra noi”, ha aggiunto il Vescovo.

Per questo motivo, a nome dei Vescovi degli Stati Uniti, monsignor Kurtz esprime “profonda preoccupazione per queste sentenze pericolose e deludenti, che ignorano i più chiari obiettivi del matrimonio e quindi offendono l’autentica giustizia”.