Segnali di risveglio nel Vecchio continente Dai Paesi scandinavi a Croazia e Lituania

È recente la notizia che l’Unione Europea ha formulato una proposta legislativa che, se approvata e quindi recepita dai singoli Stati membri, consentirà anche ai papà di usufruire di un congedo, in occasione della nascita di un figlio, retribuito al 100% seppure assai più breve di quello riconosciuto alle neomamme. La notizia ha un qualche rilievo perché segnala la convinzione che per accompagnare la nascita di un bambino occorra una mamma, ma anche un papà. Il provvedimento ha poi ulteriori ricadute positive soprattutto per le donne in tema di conciliazione dei tempi di lavoro con quelli della famiglia.
Un piccolo segnale che tuttavia non serve a far venire meno la preoccupazione che, a livello europeo, si varino provvedimenti che riguardano non la famiglia in quanto tale, ma che prendono in considerazione i genitori, prescindendo dal tipo di legame che li unisce.

I sostenitori della famiglia naturale argomentano, tuttavia, che la questione non può essere posta in quanto, a livello di istituzioni europee, la stragrande maggioranza dei rappresentanti degli Stati è favorevole a unioni destrutturate e variamente composite. L’argomentazione fotografa la realtà ma nel contempo segnala l’urgenza di individuare una strategia che consenta di trattare il tema delle politiche familiari a livello europeo partendo dalla condivisione di un modello familiare che vede un uomo e una donna contrarre responsabilmente un vincolo duraturo, aperto alla genitorialità.
Ho potuto constatare che tanti cittadini, nei vari Stati d’Europa, lavorano in questa direzione ma ciò che manca è la creazione di un collegamento tra le varie realtà locali, finalizzato alla costituzione di un network organizzato capace si svolgere un ruolo di rappresentanza e di pressione presso le Istituzioni europee. Una siffatta azione viene già svolta in qualche maniera dalle associazioni pro-life, ma occorre che i temi a favore della vita vengano affrontati nel contesto più articolato di una rete di associazioni pro-family.
La vita può essere efficacemente tutelata solo se viene tutelata la famiglia all’interno della quale essa viene generata e si sviluppa.
Temi come quelli della natalità, della conciliazione famiglia-lavoro, del sostegno ai componenti più deboli della famiglia (disabili e anziani), delle fiscalità, devono trovare organica trattazione e sostegno da parte delle associazioni di tutta Europa e dei loro parlamentari di riferimento pronti a costituire una lobby pro-family caratterizzata dall’impegno a sostenere diritti universali (quelli della famiglia appunto) e non meri interessi particolari. Una siffatta consapevolezza si sta facendo strada in Europa. A maggio scorso si è infatti svolto in Svezia, a Jönköping, il 1° congresso delle famiglie del nord Europa che ha visto coinvolti rappresentanti di Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia e Islanda. In tale occasione abbiamo potuto portare l’esperienza delle associazioni familiari già presenti in Europa e il risultato è stato, a distanza di pochi mesi, la nascita di alcune associazioni specificatamente impegnate sul fronte delle politiche familiari. Mai prima di oggi in Paesi scandinavi, caratterizzati da tassi di natalità, servizi all’infanzia e tassi di partecipazione di donne al lavoro, tra i più alti in Europa, si era avvertita l’esigenza di costituire associazioni familiari. Ma il racconto delle esperienze vissute in altri Paesi e la esplicitazione delle ragioni di fondo di tale impegno, hanno rappresentato un seme che ha presto germogliato.
Ma i Paesi della penisola scandinava non sono l’unico esempio importante da citare.
In Croazia si sta lavorando alacremente per organizzare per il 15 maggio 2011 il Family Day croato.
Gli organizzatori ci hanno contattato per avere un qualche contributo alla luce dell’esperienza del Family Day del 2007 a Roma.
In Lituania poi, insieme con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Fafce ha organizzato un convegno, di studio ma anche molto propositivo, che ha visto il Governo Lituano impegnarsi per la realizzazione di politiche family friendly.
I segnali di un coinvolgimento delle famiglie e delle loro associazioni appaiono sempre più evidenti così come evidente si manifesta la necessità di creare un network tra le associazioni familiari dell’Europa a 27.
È nata quindi l’idea e la proposta della Fafce di organizzare a Roma per il prossimo 15 maggio (Giornata Internazionale della Famiglia, indetta dall’Onu) il primo meeting delle associazioni familiari in Europa che riunisca i responsabili delle varie associazioni nella prospettiva di costituire un network organizzato e stabile.
La posta in gioco è talmente alta che vale la pena impegnarsi nel progetto chiedendo a quanti lo condividono di mettere a disposizione le loro migliori energie e risorse nella consapevolezza che la tutela e la promozione della famiglia costituisce una sfida non più rinviabile sulla strada della costituzione di una Europa dei Popoli.

Giuseppe Barbaro