E’ necessaria ed urgente una reale e concreta considerazione da parte del Governo Berlusconi nei 5 Punti Programmatici settore sicurezza!

Ancora una volta la n/s Associazione è molto preoccupata e con essa l’opinione pubblica per la mancanza di un sostegno legislativo e finanziario per attivare sempre più i servizi pubblici essenziali inerenti il problema della malattia mentale, ignorati dal “Piano di Stabilità 2011”. ( ex legge- finanziaria, ma il cambio della parola non modifica la sostanza!).

Dobbiamo ricordare che un intervento per il sostentamento economico per i disabili psico-fisici sia nella reale logica dell’Amministratore Pubblico, che deve prevedere e provvedere quando un cittadino è in chiara difficoltà, considerato che questi invalidi non possono “tirare avanti” con quegli euro 256,67 al mese data la progressione spaventosa del carovita !

Abbiamo speranza nell’apertura di un Tavolo Tecnico ( come quello iniziato il 17 marzo 2005 nella Sala Verde di Palazzo Chigi dove ho evidenziato in 9 punti le necessità di questo ambito sanitario e sociale). per avviare l’iter per una soluzione di questo grave ed urgente disagio sociale costituito dalla carenza di una legge-quadro di riordino dell’assistenza psichiatrica  che può essere inserita nei 5 Punti Programmatici nel settore sicurezza per i cittadini ormai nell’occhio del “ciclone follia”

Abbiamo speranza che nella legge-quadro nazionale si possa consentire alle Regioni :

1.)      l’autorizzazione al trattamento sanitario obbligatorio anche in assenza del consenso del paziente, almeno in determinate condizioni;

2.)      la realizzazione di strutture territoriali di riabilitazione di lunga durata per i casi più difficili da riabilitare, onde evitare che sulle famiglie gravino un carico insostenibile di disagio, costi e pericoli;

3.)      la prevenzione dei disturbi di comportamento e di psicopatie in età evolutiva, “argomento” in favore dei più piccoli che non è stato fin’ora affrontato;

4.) la costituzione di un Fondo DOPODINOI lungamente auspicato nelle nostre Petizioni al Parlamento Italiano ed Europeo. Una grande preoccupazione delle famiglie;

5.)       l’aumento dei posti letto da 15 a 30 negli Enti Ospedalieri;

6.)      una Indagine Parlamentare sulla situazione in atto in Italia ;

abbiamo speranza nella emissione di quel Testo Unico promesso dal Presidente Berlusconi, nel quale dovevano convergere le diverse normative sull’handicap fin’ora troppo frammentarie;

abbiamo speranza che all’interno della 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati e della 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica inizi il varo di quel provvedimento legislativo di riordino dell’assistenza psichiatrica , che abbiamo auspicato nelle n/s Petizioni giacenti nelle rispettive Commissioni Parlamentari ;

abbiamo speranza che sia riconosciuta l’urgenza di interventi finanziari nei confronti dei circa 10 milioni di cittadini affetti da disturbi psichici di natura ed intensità diversi colpiti da forme di depressione o da schizofrenia;

abbiamo speranza che il Governo Berlusconi, a differenza di quelli passati, possa porre in essere quei provvedimenti legislativi onde provvedere alle carenze della legge 180/1978 e 833/1978 di cui quest’anno ricorre il 32 anno dalla promulgazione, che non hanno creato, forse sufficientemente le strutture alternative agli ex-ospedali psichiatrici scaricando sulle famiglie e sulla società questo carico umano.

abbiamo speranza che la n/s società non perda la fiducia nelle Istituzioni,perché le ingiustizie sociali spesso originano eversioni da precisi codici etico-culturali;

abbiamo speranza che le cronache quotidiane di “follie” che imperversano nei nostri paesi e nelle città siano, purtroppo, efficaci dimostrazioni che rendano conto che gli interrogativi che riguardano gli eventuali interventi nell’assistenza psichiatrica sono fondamentalmente necessari!

abbiamo speranza che le Istituzioni non dimentichino il “problema” e che non lo concepiscono esautorato, perché l’opinione pubblica e noi con essa abbiamo il timore di perdere quei diritti che fanno parte dell’etica civile, cioè il rispetto della dignità della persona anche se” malata” è un cittadino italiano!;

abbiamo speranza che la politica non si azzuffi più come i famosi galli nel pollaio !

Occorre, Signor Presidente Berlusconi dare fiducia ai valori etico-sociali il loro primario significato, occorre ridare ai singoli individui dignità, umanità e fiducia, esigenze fondamentali della civiltà, perché “i valori della vita non possono essere dipendenti dalle mode o dalla politica.(Santo Padre Benedetto XVI° 17 ottobre 2007 Udienza Generale in Piazza S.Pietro).

Forse non resta che l’ironia, magra consolazione e possibile via contro l’imperare dei luoghi comuni per cercare di frantumare il muro di silenzio e disinteresse della politica verso la solidarietà sociale, il cui adempimento è condizione necessaria, anche se non sufficiente, per corrispondere alle scelte della Costituzione Italiana ( artt. dal 29 al 34).

Per la persona-sofferente e la sua famiglia, a volte, si può notare in genere che il rispetto per gli animali, (verso cui abbiamo la massima comprensione e benevolenza), supera l’interesse verso l’uomo, collocando i primi nella serie A ed il secondo nella serie B della considerazione e dell’etica sociale.

La politica deve considerare la dignità umana una priorità e deve dare un aiuto alla sofferenza, dove esiste uno squilibrio nella distribuzione di risorse umane ed interventi pubblici, in quanto alcune patologie riflettono i tempi moderni.

Anche in presenza dell’erosione dei valori tipici della famiglia, pur sempre più labile e debole nel contesto sociale, ma ancora solida, come ho osservato in una nota a margine della “Conferenza Nazionale sulla Famiglia”svoltasi a Milano recentemente, perché è famiglia anche quella che ha cura dei propri membri disabili, siano essi fisici che psichici, quest’ultimi da ben 32 anni ”dimenticati” dalla politica.

Guardando il volto affranto non di una sola madre, ma di molteplici madri irradiate spesso dalla TV vittime delle irresponsabili folli vicende quotidiane, pensiamo di dover dire che tutto l’oro del mondo non vale un grammo della vita di una persona.

Pertanto, constatare quanto la politica ha “trascurato” questo comparto socio-sanitario, specie dopo il fallimento del modello manicomiale, non è un parto della nostra fantasia, ma pura realtà !

Per porre riparo ad una situazione grave ed urgente non bastano “ Giornate”, “Convegni”, “Conferenze”, :vuote parole” !

E’ il Parlamento la sede adeguata e naturale per adottare una legge-quadro nazionale che non esiste, prevedendo meccanismi perequativi per le Regioni ( tipo Puglia, Sicilia, Lazio svantaggiate in questo settore sanitario ) in deroga con la “devolution”, quindi legifereranno ulteriormente e conformemente in norme che vadano incontro alle vere necessità di questi “malati”.

Ed allora ci domandiamo e chiediamo : perché non considerare questa priorità nei 5 Punti Programmatici del Governo Berluscon ?

Onorevole Presidente Berlusconi sarebbe questo il modo migliore per vincere pregiudizi, stigme sociali, discriminazioni contro la follia!

Siamo nella civiltà del diritto positivo, in quella civiltà che si dice figlia del progresso, figlia di una cultura illuminista, figlia della democrazia che esalta la ragione slegata e libera dal giogo della dittatura, ma nel frattempo siamo nell’era del relativismo, delle cartomanzie e del leggere ogni giorno, o quasi, l’oroscopo prima di uscire al mattino fuori di casa, per cercare nelle stelle e negli astri il futuro.

Signori della politica, dove imperano “nuovi pontefici” ( ormai “vecchi decrepiti” ) sappiate che il futuro, anche vostro, è nelle vostre mani !

Queste considerazioni vorrebbero aprire un dialogo con chiarezza, affinché nessuno si senta offeso, ma chieda alla propria coscienza se ha dato risposte sbagliate a problemi veri e lo confessi a quella massa silenziosa, cattolici e sofferenti insieme,  che abbiamo modestamente “combattuto” senza alzare la voce, certi di essere fuori dal coro, ma accanto alle persone disabili ed ai loro familiari.

Previte

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