La Conferenza Stato­Regioni ha approvato un programma che prevede la riduzione dei parti cesarei e la carta dei servizi dei punti nascita
di Graziella Melina
Tratto da Avvenire del 17 dicembre 2010

«La Conferenza Stato-Regioni ha da poco approvato un accordo per la promozione della mater­nità: il programma nazionale prevede tra l’altro una riduzione dei parti cesarei, e u­na carta dei servizi dei punti nascita». Lo ha reso noto ieri sera Eugenia Roccella nel cor­so del convegno ‘Nato di donna. Il corpo e la maternità’, all’Ospedale Fatebenefratel­li. «In Italia – ha specificato il sottosegreta­rio alla Salute – abbiamo un tasso di parti ce­sarei sproporzionato». E non si tiene conto invece del fatto che «contrariamente a quel­lo che pensano le donne, col cesareo i rischi del parto sono maggiori». In linea di massi­ma l’accordo nazionale punta a garantire una maggiore sicurezza delle donne parto­rienti. In questo senso va inquadrato il pri­mo dei 10 punti del programma: ossia la ri­duzione dei punti nascita, che dovranno a­vere come requisito minimo il ‘tetto’ di 1000 parti all’anno.

«Quello del parto – ha detto Roccella – in realtà è un tema che è stato trascurato per­ché non è particolarmente redditizio». Di­scorso a parte per i cesarei, invece, i cui rim­borsi, i drg cioè, sono superiori a quelli ri­conosciuti dalle Regioni agli ospedali per i parti naturali. Nell’accordo, inoltre, è stato previsto un percorso che garantisca una pre­sa in carico conti­nuativa della parto­riente, e la ‘gestio­ne’ del dolore, non solo attraverso l’e­pidurale. «Bisogna favorire tutte le mi­sure che possono favorire la diminu­zione del dolore e quindi la paura del parto», ha detto il sottosegretario, convinta che oggi è fonda­mentale diffondere «una cultura del parto naturale», e in generale la maternità, trop­po spesso considerata una malattia. Ne è u­na prova il fatto che l’Italia è il paese euro­peo in cui si fanno più ecografie. E invece bisogna tornare «a promuovere la consa­pevolezza delle donne della propria forza». Durante il convengo sono state presentate anche le ‘linee guida per la gravidanza fi­siologica’, ideate proprio per dare infor­mazioni esatte sia ai medici che dovranno poi gestire i parti, ma anche alle donne che devono potere essere messe in condizione di scegliere con consapevolezza i tratta­menti appropriati. Soddisfazione per l’at­tenzione ai temi della vita da parte del di­rettore per la pastorale sanitaria della Con­ferenza episcopale italiana, don Andrea Manto. «E’ un bel segno che il Ministero del­la salute si impegni a valorizzare la mater­nità – ha detto don Manto -. Occorre pro­muovere una cultura che sostenga la vita come qualcosa che va amata, custodita, che è un bene e richiede uno stupore e una con­templazione». Ai lavori, introdotti dalla proiezione del film ‘Io sono con te’ di Gui­do Chiesa, hanno partecipato anche il di­rettore dell’ospedale Fatebenefratelli, Car­lo Maria Cellucci e numerosi rappresentanti di associazioni che si occupano di tutela della maternità.