Gli infiltrati non servono. La canaglia squadrista è figlia delle ridicole parodie resistenziali

Tratto da Il Foglio del 16 dicembre 2010

Undici in libertà e uno agli arresti domiciliari. Questo un primo bilancio dei processi per direttissima nei confronti dei ventitre fermati dopo gli scontri avvenuti martedì nel centro storico di Roma. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: “Sono costretto a protestare a nome della città di Roma contro le decisioni assunte dal Tribunale di Roma. C’è una profonda sensazione di ingiustizia di fronte a queste decisioni per i danni provocati alla città e per la gravità degli scontri”.

“Ma chi è l’uomo con giubbotto beige, sempre accanto agli agenti, che poi si scaglia contro i blindati della polizia?”. Il sito di Repubblica, in perfetto accordo con Anna Finocchiaro – ieri, severa, la senatrice chiedeva al governo, a nome del Pd, chi ha pagato gli “infiltrati” tra i manifestanti di Roma – monta la tesi della degenerazione pilotata (dalla Guardia di Finanza o dal ministro dell’Interno in persona? Vai a sapere) delle democratiche manifestazioni di dissenso antigovernativo che martedì pomeriggio hanno allietato il centro della capitale.

Lasciamo ad altri le esegesi sul fatto che “l’uomo dal giubbotto beige” sia stato fermato e infine identificato dalla questura come estremista di sinistra. Chi cerca prove dei complotti del regime le troverà comunque.  Non gli servirà nemmeno leggersi il manifesto, talmente entusiasta del ritorno delle belle piazze di una volta da chiamare alla lotta i riluttanti a fianco dei elogiati casinisti. La mattina di martedì, da una delle “dirette” online rilanciate da un grande quotidiano, avevamo appreso che un’anziana signora “memore di altri tempi, passeggiando in via del Corso” aveva esclamato di fronte ai blindati: “Mi sembra l’occupazione nazista”. Mentre, informava un altro sito, gli alunni di una scuola elementare, incitati dalle maestre (sono tempi di infanzia maltrattata), si affacciavano alle finestre delle aule per applaudire il corteo degli studenti.

E’ chiaro che gli infiltrati sono superflui. A spiegare la canaglia squadrista di martedì basta e avanza la parodia resistenziale alla quale molti trovano così irresistibile indulgere. Cercateli lì, i mandanti dell’“uomo dal giubbotto beige”.