Spiega l’Arcivescovo di San Paolo, il Cardinale Odilo Scherer

SAN PAOLO, giovedì, 29 luglio 2010 (ZENIT.org).- Nel caso di persone dello stesso sesso, “non si dovrebbe parlare di ‘matrimonio’”.

Lo ha affermato l’Arcivescovo di San Paolo, il Cardinale Odilo Scherer, commentando la recente approvazione del “matrimonio” gay in Argentina, in un’intervista concessa alla rivista “O São Paulo” il 20 giugno.

Il concetto del matrimonio, afferma l’Arcivescovo, “è consacrato nel linguaggio e nella cultura per indicare l’unione e l’impegno stabile di due persone di sesso diverso; oltre a ciò, il ‘matrimonio’ ha anche un’innegabile connotazione religiosa nel linguaggio corrente”.

“Nel caso di persone dello stesso sesso, non abbiamo alcun ‘matrimonio’. Si tratta di un altro tipo di unione, accordo o contratto”, spiega il porporato.

Secondo monsignor Scherer, si dovrebbe parlare, “in modo più appropriato, di ‘unioni civili’, o di ‘riconoscimento legale’ di unioni di persone dello stesso sesso”.

“Queste unioni non possono essere equiparate al matrimonio tra persone di sesso diverso, da cui deriva una vera famiglia e nascono anche i figli”.

Il matrimonio “ha una funzione antropologica e sociale molto diversa dall’unione di persone dello stesso sesso”, afferma il Cardinale.

Monsignor Scherer sostiene che il modo in cui la questione viene trattata “nella legislazione e negli atteggiamenti culturali da essa derivanti è sicuramente una minaccia al matrimonio e alla famiglia, che dovrebbero meritare un trattamento differenziato da parte della società e dello Stato”.

“La famiglia, nel senso tradizionale, deve essere protetta, promossa e favorita, perché svolge una funzione sociale e antropologia innegabile e insostituibile”, ha concluso.