Un manifesto e 1000 incontri del laicato cattolico

di Antonio Gaspari

ROMA, domenica, 22 marzo 2009 (ZENIT.org).-Venerdì 20 marzo a Roma l’Associazione “Scienza & Vita”, il Forum delle Associazioni familiari e Retinopera, hanno presentato alla stampa il manifesto “Liberi per Vivere”  (http://www.scienzaevita.org/) e l’intenzione di svolgere oltre 1000 incontri per una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema della fine della vita.

Scienza & vita – presente su tutto il territorio nazionale -, il Forum delle Associazioni familiari – che rappresenta 54 associazioni -, e Retinopera – che ne rappresenta altre 18 -, si mobiliteranno da dopo Pasqua fino alla fine di maggio per spiegare al popolo tutto, cattolico e non, perchè bisogna dire: “No all’eutanasia, No all’accanimento terapeutico, No all’abbandono di chi è più fragile”

Maria Luisa di Pietro, co-presidente di Scienza & Vita, Giovanni Giacobbe, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari e Franco Pasquali, Coordinatore di Retinopera, hanno spiegato che l’intento della mobilitazione è anche quello di dire: “Sì alla vita; Sì alla medicina Palliativa; Sì ad accrescere e umanizzare l’assistenza ai malati e agli anziani”.

Nel presentare il Manifesto “Liberi di Vivere” Maria Luisa Di Pietro ha spiegato che la tentazione di rinunciare a vivere c’è sempre stata nella storia dell’umanità, ma questo non può essere elevata al rango di diritto a morire.

Per la co-presidente di Scienza & Vita “teorizzare la morte come diritto di libertà” significa ferire la libertà degli altri” e cancellare “il senso della comunità umana”.

Facendo riferimento al Manifesto, la prof.ssa Di Pietro ha sottolineato che “la vera libertà è quella di scegliere a favore della vita”, per questo “chiediamo che le persone più deboli siano efficacemente aiutate a vivere e non a morire”.

La co-presidente di Scienza & Vita ha concluso rifiutando la falsa pietà e rilevando che “solo amando la vita di ciascuno fino alla fine c’è speranza di futuro per tutti”.

Il prof. Giuseppe Giacobbe ha manifestato il suo pieno appoggio al Manifesto ed alla mobilitazione, precisando quanto “le famiglie sono impegnate nel prendersi cura dei malati”. Per questo ha chiesto al Governo non solo sostegno economico ma “un’organizzazione del lavoro che permetta ai familiari di aiutarsi l’un l’altro”.

Franco Pasquali, che è anche segretario generale della Coldiretti, ha invocato “un nuovo umanesimo” che partendo dalla persona riesca a umanizzare e rafforzare l’assistenza ai malati.

Domenico delle Foglie, portavoce di Scienza & Vita, ha spiegato che l’obiettivo di questa operazione culturale è quello di raggiungere tutto il mondo cattolico italiano, innanzitutto attraverso le parrocchie e i gruppi ecclesiali, in vista della costruzione di un giudizio comune attorno alle grandi domande che accompagnano la fine della vita.

A tal fine, è stata già raccolta l’adesione convinta e consapevole di tutto il mondo delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realtà ecclesiali italiane.

Gli organizzatori hanno fatto sapere che il Manifesto “Liberi di Vivere” è già stato sottoscritto da oltre trenta presidenti, anche in rappresentanza di categorie che sono già in prima linea nella difesa della vita.

Oltre alle tre reti promotrici, sino ad ora hanno già aderito: Movimento per la Vita, Azione cattolica, Comunione e Lberazione, Acli, Mcl, RnS, Cammino Neocatecumenale, Comunità di Sant’Egidio, Coldiretti, Famiglie nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal, Cif, Conf. Naz. Consultori d’ispirazione cristiana, Copercom, Fuci, Meic, Unitalsi, Age, Agesc, Csi, Ucfi, Icra, Confed. Naz. Misericordie, Vivere In, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli, Ucid.