Catella: atto importante. Il tema nell’agenda di Assisi • Il vescovo di Casale Monferrato: «Fedeltà all’originale latino, qualità della lingua italiana»
di Mimmo Muolo
Tratto da Avvenire dell’11 novembre 2010

Il Messale Romano avrà presto una nuo­va traduzione in italiano. E anche se non sono previsti cambiamenti per le rispo­ste dei fedeli durante la Messa, potrebbero cambiare il «non ci indurre in tentazione» del Padre Nostro e il «pace in terra gli uomini di buona volontà» del Gloria.

Il condizionale è d’obbligo, naturalmente, poiché si tratta di ipotesi ancora allo studio della Cei e comunque subordinate all’ap­provazione della Santa Sede, l’autorità mas­sima su questa materia. Ad ogni modo, ha detto ieri ai giornalisti il vescovo di Ca­sale Monferrato, Alceste Catella, questa traduzione costituisce «un atto im­portante di magistero ed un rilevante apporto al servizio pastorale della Chiesa».

L’argomento è in questi giorni al centro dei lavori dell’Assemblea straordi­naria della Cei. E così il presule, che è presidente della Commissione epi­scopale per la liturgia, ha fatto il punto della situazione. Innanzitutto, ha ricordato, «que­sta è la terza traduzione in italiano del Mes­sale uscito dalla riforma del Concilio, dopo quelle del 1973 e degli anni ’80. Tre infatti so­no le Edizioni Tipiche del Messale Romano – 1971, inizio anni ’80 e 2002 – e in tutte e tre le occasioni si è reso necessario tradurle dal latino in italiano». Il lavoro è già a buon pun­to, poiché dopo la traduzione dei cosiddetti Prenotanda – le premesse che indicano co­me deve essere celebrata la Messa –, cioè la parte maggiormente innovativa dalla Terza E­dizione Tipica, si sta procedendo ora alla tra­duzione dell’ Ordo Missae, l’ordinario della Messa, dei prefazio, delle quattro preghiere eucaristiche e delle parti che riguardano i va­ri tempi liturgici. Una bozza su queste parti, ha spiegato Ca­tella, è stata presentata all’Assemblea in que­sti giorni, per l’esame e la discussione. La bozza sarà poi modificata alla luce delle in­dicazioni emerse e verrà mandata alla Con- gregazione vaticana per il culto. Nel frattem­po si procederà alla traduzione delle altre parti del Messale, quelle riguardanti i santi, le Messe per occasioni come i matrimoni, i funerali, i battesimi e le preghiere per la pa­ce, la famiglia e altre intenzioni. Alla tradu­zione lavorano una sessantina di esperti: li­turgisti, teologi, linguisti, ecclesiastici e lai­ci. «C’è anche un membro dell’Accademia della Crusca», ha ricordato Catella. I due cri­teri base della traduzione sono, infatti, «la massima fedeltà all’originale latino, ma an­che la qualità della lingua italiana», poiché il Messale, ha fatto notare il vescovo, «è un li­bro da usare, non da tenere sugli scaffali».

Tra le modifiche più rilevanti – ma nulla è stato ancora deciso in tal senso – potrebbe­ro esservi quelle già ricordate del Padre No­stro e del Gloria, per adeguare il Messale al­la nuova traduzione della Bibbia Cei. «Nel ca­so del Gloria – ha affermato Catella – ‘pace in terra agli uomini di buona volontà’ diver­rebbe ‘pace in terra agli uomini che Egli a­ma’; mentre nel caso del Padre Nostro ‘non ci indurre in tentazione’ verrebbe reso con ‘non abbandonarci alla tentazione’». L’esi­to della votazione di questi giorni sarà ri­messo comunque all’autorità vaticana.

Nell’assemblea Cei del prossimo maggio 2011 è prevista l’analisi della seconda parte dei te­sti. Tutto il materiale, licenziato in via defi­nitiva, a quel punto sarà inviato alla Congre­gazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, cui spetterà l’autorizzazione a pubblicare la versione italiana della Terza E­dizione del Messale Romano.