di Domenico Bonvegna

Il gravissimo episodio d’intolleranza di non far parlare i rappresentanti di oltre 3.500 persone con malattie gravi che lottano per la vita alla trasmissione di Rai 3, “Vieni via con me” condotta da Fabio Fazio, ha innescato una serie di accesi commenti, interessante quello di Antonio Socci apparso sul quotidiano Libero, che raccoglie alcune e gravi dichiarazioni di esponenti di sinistra o che sono vicini all’ideologia comunista.

Inizia dal governo cinese che definisce intollerante la Chiesa cattolica perché protesta contro la nomina di un burocrate governativo a vescovo dei cattolici cinesi. Siamo veramente al paradosso: “Avete capito bene – scrive Socci – i persecutori definiscono “intolleranti”i perseguitati. Non solo. I carnefici comunisti addirittura aggiungono che la vittima, cioè la Chiesa, “limita la libertà religiosa”. Testuale. In queste surreali e sfacciate dichiarazioni c’è tutta l’assurdità del nostro tempo.

I comunisti cinesi hanno massacrato i cattolici costringendoli alle catacombe, hanno rinchiuso nei loro bestiali lager sacerdoti e vescovi, facendoli crepare, hanno torturato in ogni modo i credenti, pure imponendo loro dei burocrati di regime come vescovi, ma quando le vittime protestano i carnefici li definiscono “intolleranti”. In pratica questi cattolici, invece di farsi massacrare, osano protestare. “I compagni cinesi fanno come il lupo di Fedro che accusava l’agnello di prepotenza. Ma il lupo di Fedro ha molti emuli anche in Italia, fra i compagni italiani e nella sinistra tv che fa “Vieni via con me”. (Antonio Socci, E il lupo disse all’agnello: “Intollerante !”, 28. 11. 2010 Libero).

Socci cita Gianni Cuperlo che su l’Unità (quotidiano comunista) a proposito della richiesta del Cda della Rai di far parlare anche i malati che lottano per la vita a “Vieni via con me”(come hanno potuto farlo la Welby ed Englaro) ha testualmente scritto: “considero questo atto un grave errore di metodo e di principio”, addirittura “un precedente inquietante”. Per Cupierlo una richiesta sacrosanta di pluralismo e di libertà di parola viene bollata come una minaccia alla “concezione aperta e laica del servizio pubblico”, una “violazione”di principio con un fondo “autoritario”. Ma siamo all’aberrazione totale.

“Autoritario non è chi usa il servizio pubblico, pagato da tutti, infischiandosene perfino del consiglio di amministrazione, del presidente e del direttore generale, per imporre il proprio punto di vista come “pensiero unico”, senza tollerare storie e vite diverse. No, “autoritario”- secondo il comunista Cuperlo – sarebbe la dirigenza della Tv che invita far parlare anche i malati silenziati e soli (sono tremila famiglie che lottano per la vita), che chiedono una volta tanto di poter far sentire il proprio inno alla vita. (Ibidem)

E poi Michele Serra, che tra l’altro è uno degli autori del programma “Vieni via con me”, su Repubblica, scrivendo sui malati che lottano per vivere, contro gravi malattie, li considera quelli che desiderano “rimanere in vita a oltranza” e, insieme ai cattolici che se ne fanno portavoce, li ha bollati come i “forti che protestano contro deboli”.

Siamo al rovesciamento della frittata. I forti non sono loro che impediscono di parlare agli oltre 3. 500 malati (i deboli), ma i cattolici.

Fra i “deboli” di cui parla Serra ci sarebbe la signora Welby, il cui caso in tv ha avuto da solo più spazio di tutte le tremila famiglie di ammalati che lottano “a oltranza” per la vita.

Ebbene, anche la signora Welby è intervenuta sulla polemica relativa al pluralismo stabilendo che “non c’è bisogno di alcun contraddittorio” (Corriere della sera, 29/11). Devono ascoltare solo la mia storia, gli altri “non c’è bisogno”, un grande esempio di tolleranza democratica.

“Naturalmente anche “la coppia milionaria Fazio-Saviano”, come li chiama Luca Volonté, fa sapere al consiglio di amministrazione e ai vertici della Rai che loro se ne infischiano della richiesta di pluralismo arrivata appunto dal Cda, perché loro fanno come gli pare e piace e, usando la tv pubblica, si ritengono in diritto di discriminare chi vogliono, a partire dai più deboli e poveri, i malati”.

Per questi signori “Concedere”- dicono proprio così: concedere, come se la televisione fosse roba loro – il diritto di parola agli altri ammalati che incitano a lottare per la vita, è – a loro avviso – “inaccettabile”.

Anche qui bell’esempio di tolleranza democratica. Intanto nella loro trasmissione hanno chiamato perfino il post comunista Bersani e il post fascista Fini, quindi che parlate a fare, dobbiamo imparare da loro, più tolleranti di così.

Evidentemente “Il principio che Fazio e Saviano amano di più – scrive Socci – è quello per cui parlano solo loro e decidono loro chi ha diritto di parlare. Insieme ai principi amano le regole, ma per gli altri. Di quelle che richiedono pluralismo nel servizio pubblico televisivo non si danno pensiero”.

Inoltre, L’idea che le loro opinioni e i loro proclami senza contraddittorio siano sottoposti a un diritto di replica – affermano testualmente – “ci pare lesiva della libertà autoriale, della libertà di scelta del Pubblico, e soprattutto della libertà di espressione”.

Firmato: Fabio Fazio, Roberto Saviano e gli autori di “Vieniviaconme”. Dedicato a tutti quelli che credono nella buona fede di questi pseudo paladini di democrazia.

A volte capita che questi signori tolleranti e democratici a più non posso, per dimostrare di fronte all’opinione pubblica, che loro sono veramente pluralisti, citano una frase che attribuiscono a Voltaire: “non condivido quello che dici, ma sono pronto a dare la vita perché tu possa continuare a dirlo”. Ma subito dopo si affrettano a occupare tutta la scena e silenziare o squalificare chi è diverso da loro. Invece per coerenza con il loro comportamento radical-chic, dovrebbero citare un’altra frase di Voltaire: “écrasez l’infame!”. Che vuol dire “schiacciate l’infame”, laddove “infame” sarebbe il credente.

Chissà cosa potrebbe succedere se Rai1decidesse di portare al festival di Sanremo – davanti a 10 milioni di persone – un rappresentante del Movimento per la vita a fare un discorso in difesa della vita umana nascente…Apriti cielo.