Atti sanzionati in uno stesso documento, ma non per questo dello stesso genere

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 18 luglio 2010 (ZENIT.org).- La Santa  Sede ha spiegato che in nessun momento gli abusi sessuali sui minori sono stati paragonati all’ordinazione di donne sacerdoti, smentendo in questo modo le informazioni diffuse da molti mezzi di comunicazione.

Questo giovedì, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato le nuove Normae de gravioribus delictis, che contemplano delitti contro la fede, i sacramenti dell’Eucaristia, della Penitenza e dell’Ordine sacerdotale, e sanzionano l’ordinazione delle donne e naturalmente i delitti di abuso sessuale su minori da parte di membri del clero.

L’inclusione nello stesso documento di questi atti diversi è stata criticata da vari mezzi di comunicazione, in particolare da quanti promuovono l’ordinazione sacerdotale delle donne nelle diverse comunità ecclesiali.

Il procuratore della Santa Sede, monsignor Charles Scicluna, pur avendo già chiarito la differenza tra questi due atti nella presentazione, ha dovuto offrire nuove dichiarazioni alla stampa questo venerdì per chiarire che il fatto che comportamenti diversi siano contemplati in uno stesso documento non significa che siano paragonati.

“Sono affrontati nello stesso documento, ma questo non li mette sullo stesso livello o dà loro la stessa gravità”, ha dichiarato.

Dal canto suo, l’Arcivescovo Donald W. Wuerl di Washington, presidente del Comitato per la Dottrina della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti (USCCB), ha spiegato in un comunicato che “la chiarificazione del Vaticano oggi sulla serietà con cui considera le offese contro il sacramento dell’Ordine sacro è una dichiarazione accolta con favore”.

“I sette sacramenti sono una parte integrante e identificativa della Chiesa cattolica e della vita di fede di ogni cattolico – ha dichiarato –. Simulare qualsiasi sacramento sarebbe madornale. La Chiesa cattolica, attraverso i suoi insegnamenti duraturi e costanti, sostiene che l’ordinazione è stata fin dall’inizio riservata agli uomini, un fatto che non può essere modificato nonostante il cambiamento dei tempi”.

“Tutti i cattolici sono chiamati al servizio cristiano. Le donne hanno risposto con una generosità straordinaria. Storicamente, le donne hanno avuto un ruolo fondamentale nella vita della Chiesa. Ciò è vero in particolare attraverso il loro lavoro volontario nelle parrocchie, il loro servizio professionale e la loro appartenenza alle comunità religiose, ai movimenti laici e ad altre organizzazioni, che servono in una serie di aree come l’assistenza sanitaria e l’istruzione”.

“Oggi le donne servono in posizioni di leadership ecclesiale ad ogni livello. Ricoprono quasi la metà delle posizioni amministrative e professionali diocesane – un fatto che si collega in modo positivo al contesto della forza lavoro statunitense nel suo insieme. Le donne ricoprono anche circa un quarto delle principali posizioni diocesane, come quelle di cancelliere, sovrintendente scolastico o responsabile finanziario. Circa l’80% dei ministri parrocchiali laici è composto da donne”.

“La gratitudine della Chiesa nei confronti delle donne non può mai essere espressa in modo abbastanza forte. Le donne offrono un approccio unico, abilità creative ed enorme generosità nel cuore stesso della Chiesa cattolica. La loro attività e la loro partecipazione determinante spiegano molto di ciò che rende la Chiesa cattolica la forza potente per il bene e la santità che è in realtà”.