La «nota tecnica» dell’Anci che dà torto alla circolare ministeriale divide i Comuni • Roccella: «Provvedimenti senza alcuna utilità»
di Fabrizio Assandri
Tratto da Avvenire del 2 dicembre 2010

Fuoco incrociato tra ministeri e Anci sulla validità giuridica dei registri, già realtà in una settantina di Comuni, tra cui Cagliari, Genova, Torino, Firenze, Caserta, Rimini, Pistoia. «L’intervento del Comune in questi ambiti appare esorbitante rispetto alle competenze proprie e si traduce in provvedimenti privi di effetti giuridici», ha ricordato nei giorni scorsi la circolare di Maroni, Sacconi e Fazio, ministri dell’Interno, del Lavoro e della Salute.

Non solo: «Si potrebbe ipotizzare (…) un uso distorto di risorse umane e finanziarie, con eventuali possibili responsabilità di chi se ne sia fatto promotore». Non s’è fatta attendere la risposta dell’Anci, associazione nazionale dei comuni italiani, presieduta dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino.

La sua giunta, guarda caso, ha appena dato il via libera al registro dei testamenti biologici. La nota pubblicata sul sito dell’Anci sabato scorso riconosce che i Comuni non hanno competenza in materia di fine vita, ma fa un distinguo.

Da un lato, i Comuni che hanno raccolto le dichiarazioni in busta chiusa o hanno predisposto modelli di dichiarazioni, la cui attività «potrebbe essere in contrasto con discipline riguardanti settori quali tutela della salute, della privacy e della famiglia». Dall’altro, la raccolta delle attestazioni, che indicano chi ha fatto le dichiarazioni e dove le conserva. In questo caso, per l’Anci si tratta di un compito «istituzionale proprio del Comune», per cui tali registri sarebbero senz’altro legittimi.

Ma com’è nato il documento? Per l’Anci «non c’è un mandante politico, si tratta  di una nota tecnica redatta dai nostri esperti». Sulla nota anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno sottolinea che «si tratta solo di uno studio tecnico e non c’è alcuna decisione politica dei diversi organi dell’Anci». Ma aggiunge: «Ritengo non solo illegittima, ma assolutamente sbagliata sul piano culturale e politico, l’iniziativa di promuovere i registri comunali su un argomento così delicato. Non possono certo essere alcuni Comuni a sostituirsi a una legge nazionale, con atti amministrativi su cui non hanno alcuna competenza, poiché appartengono all’ordinamento civile dello Stato».

Si tratta di una nota tecnica? «Bene, allora attendiamo che l’Anci si pronunci anche sul piano politico» risponde Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute. Entrando nel merito aggiunge che «prima ancora del problema della legittimità, c’è quello dell’inefficacia, visto che i medici non possono violare la legge. La stessa nota dell’Anci riconosce che si tratta di registri simbolici, pertanto rimane l’ipotesi di danno erariale». I Comuni «per correttezza dovrebbero domandare ai cittadini: ‘Volete depositare in un registro simbolico il vostro testamento biologico simbolico, senza alcuna utilità?’». Altrimenti «si tratta di una presa in giro bella e buona».