Lo scontro è nato dalla costruzione di recinti intorno ai conventi, per difendersi dagli attacchi dei malviventi fuggiti di prigione dopo il 25 gennaio. L’esercito ha dato 48 ore di tempo ai monaci per abbatterli, e poi è intervenuto. Settemila copti manifestano a piazza Tahrir.

Il Cairo (AsiaNews/Agenzie) – L’esercito  egiziano ha attaccato oggi per la seconda volta in due giorni il monastero copto di San Bishoy, a Wadi el-Natroun, a 110 km dal Cairo. Due monaci e sei lavoranti copti sono rimasti feriti. Quattro persone sono state arrestate: tre monaci e un avvocato copto che si trovava al monastero, per compiere un’indagine sull’attacco del giorno precedente.

Il monaco Aksios Ava Bishoy ha detto a Nader Shoukry, di “Freecopts” che l’esercito ha preso d’assalto l’entrata principale del monastero usando cinque carri armati, veicoli blindati e un bulldozer, per demolire il recinto di protezione che il monastero aveva eretto il mese scorso per proteggersi dagli assalti dei predoni, in seguito allo stato di insicurezza prevalente nel Paese dopo la rivolta del 25 gennaio.

Il monastero, dopo il 25 gennaio, è stato attaccato da detenuti comuni scappati dalle prigioni. “Abbiamo contattato la sicurezza dello Stato, e ci hanno detto che non c’erano agenti disponibili per la protezione” ha detto padre Bemwa. “I militari ci hanno suggerito di proteggerci da soli, finché non avessero potuto fare qualche cosa”. I monaci e personale del monastero, lavorando 24 ore al giorno hanno costruito una recinzione sul lato più vulnerabile. L’esercito il 21 febbraio ha dato un ultimatum, disatteso, al monastero, chiedendo che la recinzione fosse abbattuta in 48 ore; se no, l’esercito stesso sarebbe intervenuto.

Dopo l’attacco, le forze armate egiziane hanno postato un comunicato su Facebook, affermando che non c’è stato nessun attacco al Monastero di San Bishoy, ma che si sono limitate a distruggere un recinto costruito su terreno statale. Il Monastero sostiene che la recinzione è stata eretta su terreno appartenente al convento. I monaci di San Bishoy stanno facendo un sit-in davanti al convento per protestare contro l’uso di armi da fuoco da parte dei militari.

L’esercito ha anche attaccato il monastero di San Makarios di Alessandria a Wadi el- Rayan, a Fayoum, a 100 km dal Cairo, per lo stesso motivo. Un monaco è stato ferito da un proiettile e altri dieci sono stati picchiati. Circa settemila copti hanno dimostrato pacificamente davanti alla cattedrale copta del Cairo, e poi si sono diretti verso piazza Tahrir per protestare contro gli attacchi ai monasteri.