Sul  tema insulti al Papa nel gay Pride di Roma sentiamo  anche l’ opinione del noto e rinomato cantautore romano Antonello Venditti.  Venditti, al Gay Pride di Roma qualche bello spirito si é abbandonato ad insukti contro la Chiesa e il Papa, cosa che ha molestato alcuni vescovi: ” guardi, occorre fare una precisazione doverosa. I gay hanno tutto il diritto di manifestare liberamente le loro opinioni e rivendicare i diritti. Dunque nessuno può pretendere di limitarne le rivendicazioni. Hanno pieno diritto a chiedere rispetto e che nessuno li discrimini”. Detto questo che pensa delle offese al Papa?: ” ritengo che abbandonarsi alla contumelia sia roba da incivili indipendentemente da chi sia il destinatario dell’ offesa, abbiamo bisogno di rispetto e di discutere civilmente. Ma le bravate censurabili di qualche testa calda, non possono inficiare tutto il mondo dei gay che generalmente si comportano in modo corretto e rispettoso”. Ma hanno sfilato …

… con cartelli e parodie del Papa. ” lo ribadisco, non ha senso e chi lo ha fatto é un imbecille, ma pochi imbecilli e volgari non possono  inficiare tutto il movimento, sarebbe un grave errore di prospettiva criminalizzare la intera categoria verso la quale nutro il massimo rispetto”.

Venditti che cosa pensa del Papa oggi?: ” ritengo che Papa Benedetto XVI stia svolgendo con rigore il suo compito e abbia le migliori intenzioni per rendere credibile e pulita la chiesa, dunque non é affatto accusabile come qualcuno fa, di silenzio o di politiche di copertura”.

Ma questo si dice su di lui: ” una cosa inesatta ed ingenerosa, che non sta in cielo e in terra. Quando fu cardinale denunciò con forza la sporcizia dentro la Chiesa cosa che  non é una cosa generalizzata. Ma verso il Papa attuale non é pensabile dire nulla. Oggi mi pare davvero inopportuno e senza logica attaccare la Chiesa in un momento di difficoltà e nel quale il Papa faticosamente cerca di fare chiarezza. E’ ingeneroso”.

Lei é romano verace, che cosa pensano i romani del Papa?: ” il Papa indipendentemente da chi egli sia, fa parte della romanità e credenti e non lo rispettano. Il Papa ormai é patrimonio di Roma che lo rispetta e Roma senza il Papa non ha alcun senso, Roma in un certo senso, é il Papa e San Pietro”.

Bruno Volpe