VIENNA, giovedì, 5 marzo 2009 (ZENIT.org).- Gli Stati appartenenti all’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) devono fare di più per affrontare l’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani, ha concluso questo mercoledì il primo incontro dell’organismo centrato specificamente sull’argomento.

“Ciò che è emerso chiaramente da questo incontro è che l’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani si manifestano in vari modi nell’area dell’OSCE”, ha affermato l’ambasciatore Janez Lenarcic, direttore dell’ufficio dell’OSCE per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani (ODIHR), che ha organizzato l’incontro.

“Se la negazione dei diritti può essere una questione importante laddove i cristiani rappresentano una minoranza, i cristiani possono sperimentare esclusione ed emarginazione anche dove costituiscono la maggioranza della società”, ha aggiunto.

Mario Mauro, rappresentante della Presidenza dell’OSCE per la Lotta al Razzismo, alla Xenofobia e alla Discriminazione, si è detto convinto che questo incontro “sia riuscito a dare visibilità e a sottolineare l’importanza del fenomeno dell’intolleranza e della discriminazione contro i cristiani”.

I partecipanti hanno discusso vari aspetti relativi all’intolleranza e alla discriminazione contro e tra i cristiani, tra cui attacchi violenti contro persone, proprietà e luoghi di culto, così come restrizioni al diritto alla libertà di religione o di credo.

Allo stesso modo, hanno sottolineato i ritratti inadeguati dell’identità e dei valori cristiani da parte dei media e nella politica, che portano a fraintendimenti e pregiudizi, e hanno ricordato la necessità del dialogo interreligioso, visto che molte sfide affrontate dai cristiani sono condivise da membri di altre comunità religiose della regione dell’OSCE.

I partecipanti hanno anche chiesto una più accurata raccolta di dati sui crimini contro i cristiani, l’adozione di leggi religiose in linea con gli impegni internazionali e l’assistenza agli Stati e alla società civile per aumentare la consapevolezza di standard rilevanti.

L’OSCE, la cui sede principale si trova a Vienna, in Austria, è stata fondata nel 1975 ad Helsinki come Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. Attualmente è la più grande Organizzazione per la sicurezza regionale al mondo con 56 Stati membri dell’Europa, dell’Asia centrale e del Nord America, mentre numerosi altri Paesi sono suoi partner per la cooperazione.

Le sue attività riguardano tre ambiti specifici: quello politico-militare, nel controllo delle armi e nelle questioni legate ai problemi di sicurezza nei paesi dell’OSCE; quello umanitario, nella difesa dei diritti umani, nel processo di democratizzazione, nelle questioni religiose, nel monitoraggio delle elezioni, nel traffico di essere umani, nel sostegno a favore di media liberi etc.; e quello economico-ambientale, nella crescita economica sostenibile delle zone più povere dell’area di sua competenza.