di Lorenzo Schoepflin
Tratto da Avvenire del 10 marzo 2011

Si chiama The last wish («L’ultimo desiderio») la nuova frontiera del testamento biologico che sbarca su Facebook grazie all’associazione Luca Coscioni.

Un’applicazione semplice e immediata, studiata per il social network, grazie alla quale ogni utente può lasciare per iscritto le proprie volontà e indicare due «esecutori testamentari» incaricati di eseguirle. Tutto in pochi clic, senza dimenticare, come suggerito durante le operazioni da eseguire in pochi istanti, di fare le corna per ben tre volte.

«Non puoi andartene senza curare ogni dettaglio», ammonisce l’applicazione, usando la quale «sulla tua bacheca rimarrà la citazione del tuo poeta preferito». In realtà, più che per citazioni o messaggi post-mortem, sembra che The last wish venga usata come cavallo di troia per diffondere attraverso Facebook il testamento biologico. Sulle pagine del sito dell’associazione Coscioni, quella che viene definita come una iniziativa «ironica» allo stesso tempo è presentata come funzionale a una sensibilizzazione proprio su argomenti come il testamento biologico. Una conferma in tal senso arriva nel momento in cui si procede alla compilazione dei campi e si riceve conferma dell’avvenuta compilazione del testamento.

Nella pagina campeggia ora il simbolo della Coscioni con un invito esplicito: «Nonostante la legge italiana non abbia ancora sancito la validità di questo documento, fai valere le tue volontà: compila il tuo testamento biologico!», con un collegamento al facsimile scaricabile dal sito della stessa associazione. È questa l’ultima trovata del martellante attivismo dei Radicali sul fronte delle tematiche legate alla fine della vita. Da tempo orami è possibile consegnare al sito della Coscioni il proprio «videotestamento», un breve filmato in cui si esprimono le ultime volontà, in particolare in merito all’alimentazione artificiale. I Radicali poi hanno importato in Italia lo spot televisivo pro­eutanasia che in Paesi non proprio illiberali come Australia e Canada non ha ottenuto il via libera alla messa in onda da parte delle autorità competenti.