Attraverso il suo servizio agli altri, dice visitando una parrocchia di Roma

ROMA, domenica, 29 marzo 2009 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha affermato che il cristiano deve essere sempre al servizio del prossimo per sconfiggere in questo tempo di “crisi sociale ed economica” la paura e la solitudine con la fiducia in Dio.

Lo ha spiegato questa domenica durante la sua visita pastorale nella parrocchia romana del Santo Volto di Gesù alla Magliana.

In questa chiesa, che ha una capacità di non più di 250 persone e abbraccia una zona con 15.000 abitanti, alla periferia della città, molti fedeli si sono riuniti sotto la pioggia per poter vedere il loro Vescovo. Tra loro c’erano gli anziani della casa di riposo del quartiere, gestita dalle religiose della Congregazione delle Povere Figlie della Visitazione.

Alcune persone ricevono aiuto dall’attiva Caritas locale, così come dai sette movimenti ecclesiali impegnati nelle opere di evangelizzazione e sostegno, come la Milizia dell’Immacolata (fondata da padre Massimiliano Kolbe), il gruppo di preghiera Padre Pio, la comunità Gesù Risorto, tre comunità neocatecumenali, cinque centri di ascolto della Parola nelle case e la Comunità di Sant’Egidio.

La chiesa, intitolata dal 1982 a San Massimiliano Kolbe, ha modificato la denominazione nel 2001 in Santo Volto di Gesù, un nome senza precedenti per una parrocchia romana.

“Sappiamo che il ‘sole’, benché spesso nascosto, esiste, che Dio è vicino, ci aiuta e ci accompagna – ha affermato il Pontefice rivolgendosi ai fedeli -. Quindi, in questo senso, vogliamo andare verso la Pasqua sapendo che alla nostra vita appartengono le sofferenze e le difficoltà, ma nella consapevolezza che dietro c’è il sole della Bontà divina”.

Benedetto XVI ha esortato quanti lo ascoltavano a mettersi al servizio del prossimo, in particolare di quanti sono in difficoltà a causa della crisi economica, indicando come modello da seguire nella carità San Massimiliano Kolbe, che sacrificò la sua vita nel campo di concentramento nazista di Auschwitz per salvare quella di un prigioniero, padre di famiglia.

“In questo nostro tempo, segnato da una generale crisi sociale ed economica, molto meritevole è lo sforzo che state compiendo, attraverso soprattutto la Caritas parrocchiale e il gruppo Sant’Egidio, per andare incontro, come è possibile, alle attese dei più poveri e bisognosi”, ha aggiunto.