Di fronte alla proposta di estenderlo alle coppie omosessuali

LONDRA, lunedì, 9 marzo 2009 (ZENIT.org).- A seguito di una dichiarazione da parte del Ministro per l’Infanzia del Governo scozzese Adam Ingram sulla legislazione per permettere alle coppie dello stesso sesso di ottenere in affidamento dei bambini, il Cardinale Keith O’Brien ha esortato l’Esecutivo scozzese a “lanciare una campagna ad alto profilo esortando più coppie a prendere in considerazione l’affidamento”.

Il Governo della Scozia sta discutendo una serie di regolamentazioni relative ai bambini e ha dichiarato la sua intenzione di abrogare le norme esistenti che proibiscono alle coppie dello stesso sesso di ottenere dei bambini in affido.

Commentando la questione, il porporato ha affermato che “le proposte di estendere il diritto all’affidamento alle coppie dello stesso sesso sono incaute e inappropriate come il precedente cambiamento per permettere l’adozione alle coppie omosessuali. In una consultazione all’epoca della modifica della legge sull’adozione, l’80% degli interpellati si era opposta al cambiamento, ma il Governo ha ignorato le sue preoccupazioni e ha modificato la legge”.

“Esorto il Governo scozzese a non compromettere in questo modo il benessere dei bambini che hanno bisogno dell’affido”, ha dichiarato il Cardinale.

A suo avviso, “non ci sono prove a suggerire che un cambiamento simile ampli la base degli affidatari potenziali e in ogni caso perché non lanciare semplicemente una campagna ad alto profilo esortando più coppie a prendere in considerazione l’affidamento?”.

“Da parte mia, mi appello alle 250.000 famiglie cattoliche scozzesi e alle migliaia di coppie cattoliche che si sposano ogni anno nelle nostre chiese perché considerino l’ipotesi di condividere l’amore e la stabilità che spero riempia le loro case con un bambino che ha poca o nessuna esperienza di questo, offrendosi per l’affidamento”, ha aggiunto.

“Moltissime prove attestano l’instabilità dei rapporti di fatto e dei rapporti tra persone dello stesso sesso, ma questo viene purtroppo ignorato. Visto che meno del 2% della popolazione è omosessuale e una minoranza di questo gruppo ha una relazione stabile che permetterebbe di prenderla in considerazione per l’affido, è difficile capire come il cambiamento proposto possa avere un impatto significativo sull’ampliamento della base potenziale di famiglie affidatarie”, ha concluso.

[Per ulteriori informazioni: www.scmo.org]