Il Ministro cattolico ucciso proposto come patrono della libertà religiosa

 

ROMA, domenica, 27 marzo 2011 (ZENIT.org).- La Conferenza Episcopale del Pakistan, riunita in assemblea dal 20 al 25 marzo a Multan, ha deciso di inoltrare ufficialmente alla Santa Sede la richiesta di proclamare Shahbaz Bhatti, il Ministro federale per le minoranze religiose ucciso il 2 marzo scorso all’età di 42 anni, “martire e patrono della libertà religiosa”.

Secondo quanto riferito all’agenzia Fides al termine dei lavori, la richiesta è stata presentata in assemblea dal Vescovo di Multan, mons. Andrew Francis, delegato per il Dialogo interreligioso, ed è stata approvata all’unanimità dai Vescovi, che hanno reso un tributo a Bhatti, hanno riconosciuto la sua opera in favore delle minoranze religiose e dei cristiani ed hanno ricordato la sua autentica testimonianza di fede giunta fino al sacrificio della vita.

Nella seconda settimana di aprile, invece, i Vescovi e i fedeli cattolici si riuniranno a Islamabad per commemorare Bhatti, a 40 giorni dalla morte.

Il Ministro pakistano, di fede cattolica, è stato assassinato nella capitale pachistana di Islamabad per mano di un gruppo di uomini armati, dal volto coperto.

Bhatti era finito nel mirino dei fondamentalisti per aver preso le difese di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte per impiccagione il 7 novembre scorso per presunto oltraggio al profeta Maometto, per aver appoggiato la campagna a favore dell’abolizione della molto controversa legge anti-blasfemia e per aver condannato l’assassinio di Salman Taseer, il governatore della provincia del Punjab ucciso il 4 gennaio scorso dalla propria guardia del corpo.

Il ministro era noto soprattutto per il suo impegno per le fasce più discriminate e per i diritti umani nel suo Paese. Bhatti era stato infatti uno dei fondatori dell’All Pakistan Minorities Alliance (APMA), era inoltre il fondatore e il presidente del Christian Liberation Front (CPF), e anche il direttore esecutivo del Pakistan Council for Human Rights (PCHR). Aveva inoltre ricevuto vari premi, fra cui nel settembre scorso il Premio Internazionale della Pace 2010 “Simbolo della Pace”.

In merito alla difficile situazione dei cristiani in Pakistan, i Vescovi hanno elaborato una  Lettera pastorale congiunta che sarà letta e diffusa in tutte le chiese il 3 aprile prossimo.

Nel testo, anticipato all’agenzia Fides, i Vescovi incoraggiano i cristiani a “tenere viva la fiamma della speranza”, nonostante le sofferenze, le paure e le difficoltà del presente, riprendendo il passo del Vangelo di Luca, al cap. 12: “Non temere, piccolo gregge”.

I fedeli del Pakistam, afferma il testo, potranno ispirarsi “alle comunità dei primi cristiani”, per trarne lo spirito, per rinvigorire la loro fede, per avere forza e speranza che vengono dallo Spirito Santo, per rinnovare lo slancio nella carità.