di Claudio Toscani
Tratto da Avvenire del 23 novembre 2010

Esco da questo libro con un i­natteso senso di colpa. Tanto più di colpa quanto più inatte­so.

E vorrei preparare altri lettori a questo risultato, perché vorrà dire che se si troveranno spiazzati come me, significherà che non abbiamo fatto abbastanza per quanto gli au­tori portano alla nostra attenzione.

Perché Volere e Volare, sono verbi congiunti da una ‘e’ e non da una ‘o’, come siamo abituati a leggere: e ciò significa che se c’è intenzione c’è risultato. Sono molto diverse tra loro le pagine che sotto questo titolo of­frono un neonatologo senese (Bellie­ni) e un presidente di cooperativa sociale romana (Berliri): l’uno, inten­to in una narrazione complessa, sto­ricamente strutturata ma creativa; l’altro, che rassegna una decina di casi da lui seguiti di disabili, di varia gravità e in varie occasioni. La prima metà del libro si avventura in un rac­conto che dalla Francia del 1244 giunge ai laboratori di una Dublino dei nostri tempi. Dapprima, siamo in una località francese del 1244, nei frangenti di una battaglia contro de­gli eretici (i catari), assertori non tan­to di un rigido dualismo teologico ed etico, di bene e di male, quanto della convinzione che, avendo un dio malvagio creato il mondo, mondo e vita e lo stesso concetto di dio an­dassero combattuti con qualunque mezzo. Subito dopo, l’autore ci tra­sporta nei laboratori di una Dublino odierna dove si esperimentano cam­pi elettromagnetici capaci di mutare equilibri ormonali.

Cosa lega i due tempi e i due mondi?

Se da un lato, in quel remoto me­dioevo, i catari optano per la resa e non per la morte, pur di salvare uno scrigno contenente il segreto mes­saggio che di secolo in secolo arrivi sino a noi con il suo sinistro coman­damento di compiaciuta fine dell’u­manità; dall’altro lato, moderni a­depti di una tecnologia asservita al denaro, si adoperano perché talune frequenze elettriche mutino nei loro destinatari la capacità di giudizio sulla vita e sulla morte (propenden­do per una amorale eugenetica di massa). La seconda parte del libro muta totalmente registro di scrittura. Come già accennato, si tratta di una sequenza di esempi di molteplice e­roismo quotidiano: da parte di chi, colpito nel fisico o nella mente, non può dedicarsi a tutto quello a cui le persone sedicenti o cosiddette nor­mali attendono nella normalità dei giorni e delle occasioni; non solo, ma anche di quanti li curano, scelgono una esistenza assieme a loro, sotto­ponendosi alla rara, dura, santa fati­ca di accudirli, gestirli, capirli e inter­pretarli presso il resto della gente che non avverte il problema, le istituzio­ni che non rispondono per nulla o non abbastanza, gli ideali di un vive­re lontano se non ostile, insensibile se non addirittura idiota. Qui l’auto­re si sforza di farci capire che «omo­logazione», lungi dall essere inteso come conformità a un modello sta­bilito, vuol significare offerta e prati­ca di medesime opportunità per tut­ti. Le stesse per sani e per malati.

Carlo Bellieni e Luigi Vittorio Berliri
VOLERE E VOLARE
Cantagalli – 2010 – pp. 144 – euro 13,00