Tutto il mondo ne parla. Nel suo libro “Frozen Britain”, lo scienziato Gavin Cooke rivela che stiamo per entrare in una piccola era glaciale. Il miliardario Ted Turner rimprovera a Barack Obama di essersi occupato di riforma sanitaria e non delle emissioni di Co2. Hugo Chavez è più diretto: piove, capitalista ladro
di Elisabetta Longo
Tratto da Tempi del 6 dicembre 2010

Come al solito, quando si parla di global warming c’è da diventar matti, c’è chi pensa che il mondo non abbia nessun problema e chi crede invece che la data di scadenza del pianeta terra sia vicina. Vediamo gli ultimi pareri a riguardo.

Dopo due settimane di temperature inglesi sotto lo zero, quella dell’innalzamento globale della temperatura sembra pure una cosa positiva da augurarsi per i sudditi di sua maestà. Dove sono finiti tutti quegli spauracchi del caldo sciogli-ghiacciai mentre gli aeroporti di mezza Europa sono paralizzati da quasi 30 centimetri di neve? Nel suo libro “Frozen Britain”, lo scienziato Gavin Cooke spiega che questi inverni rigidi non dureranno troppo, quindi è una buona notizia. Ma ne ha anche una cattiva. Sempre secondo Cooke, stiamo per entrare in una piccola era glaciale. Fate uscire i mammuth a pascolare allora, che siano pronti scattanti per quando il ghiaccio coprirà ogni cosa. Lo scienziato ha studiato le macchie solari per arrivare a stabilire questa teoria e ha notato che durante il 17esimo secolo l’attività solare era al minimo e allo stesso tempo le temperature erano al di sotto della media. Come sta accadendo adesso, dice lui.

Anche negli Stati Uniti impazza il dibattito sul tema. Il presidente Barack Obama, a detta di molti, ha avviato una pessima legislazione “climatica”. Il primo a incolparlo è il miliardario Ted Turner, il fondatore della Warner Inc e della Cnn: «Abbiamo delle grosse urgenze a riguardo e prima di occuparsi della riforma sanitaria si sarebbe dovuto occupare di questo, visto che aveva fatto tema pregnante della sua campagna elettorale la riduzione delle emissioni di Co2». Ma il presidente ha dichiarato che non farà nulla a riguardo fino al 2013, anno della fine del suo mandato alla Casa Bianca.

Da ultimo, ma non per questo meno interessante, viene il parere del presidente venezuelano Hugo Chavez, secondo cui è colpa del capitalismo e di quelli che si arricchiscono se sono scese le piogge torrenziali che hanno devastato il paese, causando la morte di 32 persone e lasciando 70 mila venzuelani senza casa. Animato da improvviso buon cuore, si è offerto di ospitare una ventina di famiglie nelle stanze presidenziali e ha ordinato ai ministri del suo governo di fare lo stesso.