Sull’incontro di riflessione sui temi della depressione di Palazzo Chigi.

I nove punti con i quali ho “suggerito” al Governo opportuni provvedimenti in attesa di quelli legislativi.

 

Sono grato al dott.Gianni Letta Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e con me tutto il mondo cattolico e della sofferenza, per l’avermi invitato a partecipare all’incontro di riflessione sulla “Giornata della depressione” avvenuto nella Sala Verde di Palazzo Chigi nel lontano 17 marzo 2005, ma soprattutto per l’opportunità di esporre in nove punti quanto si ritiene urgente e necessario per l’assistenza psichiatrica in Italia, ancora oggi di assoluta priorità.

 

Questo incontro, anche in vista di possibili iniziative legislative, doveva essere ripreso per “arginare” questo flusso di malattia che ha messo in allarme la società, incontro che non è più avvenuto !

Far fronte a questa emergenza doveva essere l’obiettivo di questo incontro interministeriale presieduto dal Sottosegretario dr.Gianni Letta, presenti oltre al Ministro per la Salute di allora dottor Sirchia, il titolare del Ministero delle comunicazioni Gasparri, il Ministro per gli Affari Regionali La Loggia, il Sottosegretario Antonio Guidi, rappresentanti delle Regioni, della scuola, dell’università, delle società scientifiche di psichiatria, pediatria, neuropsichiatria dell’infanzia e gerontologia, medici di medicina generale e volontariato, in tutto circa 70 persone.

 

E’ emerso che la depressione è una patologia che rischia di trasformarsi in una vera e propria epidemia ed il Piano Nazionale per la stessa depressione si doveva svolgere in ambito centrale, regionale e locale.

 

E’ stata una “rassegna piramidale”per la depressione dal punto di vista scientifico che ha pur un suo grande valore, ma il “problema” insistente e persistente resta di diversa valutazione, perché è reale e di grande delicatezza che meritava, e merita tutt’ora, una grande sensibilizzazione della cultura sanitaria e soprattutto della considerazione umana se non è accompagnato da adeguati interventi caratterizzati da intenti marcatamente umano-solidaristici.

 

In poche e modeste parole non ho avvertito la “cultura del fare” ma la pacifica continuazione della “Giornata Nazionale per la Salute Mentale” ( che non ha approdato ad un nulla!) che si voleva riproporre.

 

In un’ampia, per quanto breve panoramica ho svolto una disanima sulla criticità più acuta del momento, quindi sul disagio mentale che malgrado “Campagne Giornate Simposi” o quello che si vuole, necessitava una ampia sensibilizzazione avente come obiettivo principale proprio l’ottenimento della piena integrazione dei soggetti disabili, ma tutt’ora ci trova nell’incognita applicazione di unità d’intenti e di proponiment.

 

Mi si consenta, gentile dottor Letta, di ripetere questo nove punti ,visibili nel n/s sito internet

http://digilander.libero.it/cristianiperservire :

1)     Eventuale costituzione di un Fondo Speciale Economico (Dopodinoi).

2)     Possibile attivazione della ricerca scientifico-farmacologica sulle malattie mentali.

3)     Aggiornamento assegni di assistenza.

4)     Deducibilità dal reddito complessivo agli effetti IRPEF delle spese socio-alberghiere.

5)     Riforma Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

6)     Proibizione assoluta della terapia elettroconvulsionante e braccialetto elettronico.

7)     Aumento dei posti letto da 15 a 30 negli Enti Ospedalieri.

8)     Riqualificazione Operatori Sanitari.

9)     Nelle strutture residenziali esistenti , spazio verde esterno.

 

Mi auguro, gentile dottor Letta, che si possa riprendere quell’originario “Tavolo Tecnico” dove si possa concretizzare in provvedimenti legislativi quelle necessità ambite ampiamente dalle famiglie e dall’opinione pubblica che teme per la propria sicurezza, e non di rassegna tecnico-scientifica, non di proposte proiettate nel futuro, non di inutili esternazioni, ma di immensa considerazione che il “malato” ed i suoi familiari sono “schiacciati” dal peso di una grossa croce, senza contare che la pubblica opinione, ripeto, è costernata e smarrita perché teme per la propria sicurezza a causa dei continui episodi di lucide follie derivanti dalla carenza di servizi pubblici ed “altro”.

Operare da parte delle Istituzioni per lo sviluppo integrale dell’uomo significa anche cercare nella ricerca scientifica nella scienza medica e nei provvedimenti legislativi una civile risposta a questo grave ed urgente disagio sociale.

E con le parole del S.Padre Giovanni Paolo II° “Andiamo avanti con speranza”.

 

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire