di Domenico Bonvegna

L’estate serve per leggere libri e riprendere argomenti lasciati  in sospeso in precedenza, uno di questi sono le radici cristiane della nostra Europa, che poi in fin dei conti sono le “medicine” migliori ai tanti mali di oggi: perdita dell’identità, immigrazionismo selvaggio, suicidio demografico e poi droga, aborto, eutanasia, aberrazioni eugenetiche, perdita della ragione, nichilismo, potere fine a se stesso, violenze e tanto altro.

E allora dove possiamo far iniziare la Storia della cristianità europea? Una domanda che pongo quando capita ai miei alunni. Perché gli apostoli si diressero verso Roma e non verso il Burkina Faso? Nel recente viaggio del Santo Padre Benedetto XVI a Malta, c’è tutta la risposta alla mia domanda.

L’Europa Cristiana è nata 1950 anni fa quando Paolo di Tarso, sbarcò sull’isola, in conseguenza del naufragio della nave che lo stava portando a Roma. “La grandezza del nostro continente nasce dal comando di Dio a San Paolo di “passare in Europa”. Anche a Oriente c’erano ricche civiltà. Ma la Provvidenza diresse la nave di Paolo verso l’Europa, non verso l’Asia, e così nacque quello che chiamiamo Occidente. Nacque, in parte, a Malta dove 1950 anni fa – questa è la ragione del viaggio di Benedetto XVI – la stessa Provvidenza fece naufragare san Paolo, che ne trasse occasione per fondare la prima comunità cristiana dell’isola”.

Il Papa sull’isola di Malta ha rilanciato uno dei temi che magari alle varie lobby massoniche europee, quelle che vogliono togliere il crocefisso, da fastidio e su cui si vorrebbe farlo tacere: quello dell’Europa che o è cristiana e riconosce la sua storia o non è. E Giovanni Paolo II a Santiago di Compostella nel 1982, si rivolse all’Europa con questo appello: “Ritrova te stessa. Sii te stessa. Riscopri le tue origini. Ravviva le tue radici”.

In Germania e in Austria Benedetto XVI aveva ripreso l’appello di Giovanni Paolo II a riconoscere anche nei testi costituzionali dell’Europa le radici cristiane. In Francia aveva precisato che queste radici sono monastiche, che la cultura europea si è formata con l’azione civilizzatrice dei grandi monasteri del Medioevo. A Malta il Papa aggiunge un altro tassello: le radici dell’Europa sono cristiane.

Tutta l’isola parla di S. Paolo, in particolare c’è una pittura che ricorda quando nel 1429 i maltesi respinsero vittoriosamente l’assedio dei saraceni, e pare che a guidare personalmente i maltesi c’era San Paolo in persona, secondo la tradizione apparve a cavallo con la spada sguainata per guidarli alla vittoria. E Benedetto XVI non ha dimenticato la storia maltese: “le fortificazioni che risaltano in maniera così prominente nell’architettura dell’isola e che ci parlano di lotte precedenti, quando Malta contribuì moltissimo alla difesa della cristianità sia per terra che per mare”.

Le lotte oggi continuano, Malta, l’Europa, si trova davanti la sfida dell’immigrazione clandestina, sul quale il Papa ha avuto parole equilibrate, ricordando che questo problema “naturalmente, non può essere risolto dall’isola di Malta” da sola. “So delle difficoltà che può causare l’accoglienza di un gran numero di persone, difficoltà che non possono essere risolte da alcun Paese di primo approdo, da solo”. I poveri dell’Africa, se vanno certamente accolti con cristiana generosità quando è necessario, vanno anzitutto aiutati a casa loro “perché tutti possano, nella loro terra, vivere una vita dignitosa”.

L’isola cattolica di Malta subisce anche la pressione delle lobby e delle istituzioni europee che vorrebbero che il governo maltese rinunciasse alla sua legislazione contro il divorzio e contro l’aborto e riconoscesse anche le unioni omosessuali. “Su questi punti l’isola cattolica resiste alle pressioni delle istituzioni europee e di una cultura che “promuove idee e valori che sono talvolta in contrasto con quelle vissute e predicate da nostro Signore Gesù Cristo. Spesso sono presentate con un grande potere persuasivo, rinforzato dai media e dalla pressione sociale da gruppi ostili alla fede cristiana”. (Massimo Introvigne, Il Papa a Malta. La “difesa della cristianità” contro “la pressione di gruppi ostili alla fede cristiana, www.Cesnur.org)

Il Papa è chiaro con i maltesi, ma vale anche per tutti i cristiani europei, “Non tutto quello che il mondo oggi propone è meritevole di essere accolto dai Maltesi. Molte voci cercano di persuaderci di mettere da parte la nostra fede in Dio e nella sua Chiesa e di scegliere da se stessi i valori e le credenze con i quali vivere. Ci dicono che non abbiamo bisogno di Dio e della Chiesa”.

Benedetto XVI nei suoi discorsi ai maltesi ha insistito di “continuare a difendere l’indissolubilità del matrimonio quale istituzione naturale e sacramentale, come pure la vera natura della famiglia, come già sta facendo nei confronti della sacralità della vita umana dal concepimento sino alla morte naturale”.

Il Papa è consapevole che la società maltese “è segnata dalla fede e dai valori cristiani”. E di questo dovreste essere orgogliosi che il vostro Paese difenda sia il bambino non ancora nato, come pure promuova la stabilità della vita di famiglia dicendo no all’aborto e al divorzio. Vi esorto a mantenere questa coraggiosa testimonianza alla santità della vita e alla centralità del matrimonio e della vita famigliare per una società sana (…).Nel contesto della società europea, i valori evangelici ancora una volta stanno diventando una contro-cultura, proprio come lo erano al tempo di San Paolo”

Per Introvigne la battaglia di Benedetto XVI per il riconoscimento pubblico delle radici cristiane dell’Europa riparte da Malta. “Non lasciate mai – ha detto il Papa ai maltesi – che la vostra vera identità venga compromessa dall’indifferentismo o dal relativismo. Possiate essere sempre fedeli all’insegnamento di san Paolo, che vi esorta: ‘Vigilate, state saldi nella fede, comportatevi in modo virile, siate forti. Tutto si faccia tra voi nella carità’ (1 Cor, 13-14)”. Il Papa sa che, quando le lobby vogliono costringere a tacere, la migliore risposta è alzare la voce. E in sintonia con la grande battaglia per le radici cristiane dell’Europa, mi sembra che possa essere considerata la recente nascita del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione dell’Occidente, un nuovo dicastero, fortemente voluto da Benedetto XVI, per rievangelizzare il Vecchio Continente, il Papa, per questo gravoso e importante compito ha chiamato uno dei migliori e preparati principi della Chiesa, monsignor Rino Fisichella.