Dopo Belgio e Olanda, anche il Lussemburgo, terzo paese in Ue, ha una legge sull’eutanasia. «Non è sanzionato penalmente e non può dar luogo ad un’azione civile per danni, il fatto che un medico risponda ad una richiesta di eutanasia o di assistenza al suicidio», si legge all’articolo due della normativa pubblicata oggi sulla Gazzetta ufficiale del Granducato. La legalizzazione arriva dopo un lungo percorso che ha condotto il piccolo Paese europeo, dove gli abitanti sono nella maggior parte cattolici, anche a modificare la Costituzione. Padre di cinque figli e marito della cattolicissima Maria-Teresa, il cinquantenne Granduca Henri, che regna dal 2000, pur di non controfirmare la legge sull’eutanasia, ha infatti accettato una sostanziale riduzione dei suoi poteri, sanciti dalla Carta costituzionale. La monarchia lussemburghese, alla stregua di quella dei paesi nordici, è stata così ridotta al solo ruolo protocollare. La normativa, presentata da alcuni parlamentari nel 2001, era stata approvata il 18 dicembre scorso, dalla Camera dei deputati in seconda lettura con 31 voti a favore, 26 contro e tre astenuti, dopo cinque ore di dibattito. A niente era valso anche l’appello preoccupato di Benedetto XVI che, tramite il nuovo ambasciatore presso il Vaticano, si era rivolto ai parlamentari lussemburghesi perché non approvassero la legge «malvagia dal punto di vista morale». A dire sì i deputati socialisti, che fanno parte della maggioranza di governo, quelli liberali e verdi, che sono all’opposizione. Tutti i partiti, tuttavia, compreso i cristiano-sociali, a cui appartiene il premier Jean-Claude Juncker avevano lasciato libertà di coscienza. Era stato lo stesso Juncker, pur contrario personalmente alla depenalizzazione dell’eutanasia, a dire di essere pronto a modificare la Costituzione per evitare una crisi istituzionale, rispettando così l’opinione del Granduca ma anche la decisione del Parlamento. La legge lussemburghese detta regole molto stringenti e si basa sul modello già adottato in Belgio, secondo Paese dell’Ue ad aver legalizzato l’eutanasia, a determinate condizioni, dopo l’Olanda che nel 2002 ha fatto da apripista. Tra i paesi europei, anche in Svizzera è ammessa una forma di suicidio assistito.
Il Sussidiario martedì 17 marzo 2009