A proposito di relativsmo alla chetichella avete notato  come i sostenitori dell’eutanasia giocano le loro carte? Fanno pressioni, ma senza urlare, per ottenere al meglio quello che hanno pianificato.

Hanno visto che pacatamente ottengono di più facendo passare, in sordina, tutte le loro intenzioni eutanasiche. Come?

Beh anzitutto spingono indirettamente perché i “pro-life” che pensano “al male minore” varino una legge sul testamento biologico, legge su cui, nonostante i paletti, magari chiari, si userà erroneamente il primato della persona e della coscienza per ottenere via via l’eutanasia.

Poi incrementano le visite commoventi sui canali tv. Alla trasmissione di Fabio Fazio e Saviano, sui RAI 3, fanno venire la Sig. ra Welby e il Sig. Englaro. Così in tal modo toccano le corde emotive… nell’opinione pubblica man mano si fa strada il pensiero: ma perché dire di no? Come si può essere così crudeli? A metter il carico “canonico” il sacerdote Don Gallo che già da tempo ha dimenticato la differenza tra incarnazione e impantanamento e svende, passandoli per Vangelo, concetti ideologici che con il vangelo non hanno niente a che fare ma che entusiasmano il populismo di sinistra.

Una iniezione di autostima su chi non ha mai capito cosa vuol dire obbedire a Dio e alla Chiesa e quindi neanche a fare il bene dell’uomo.

Poi le manovre di Palazzo per le poltrone, elezioni, governo tecnico, dimissioni… tutto per distrarre dalle questioni importanti dei cittadini, della nazione e dalle grandi questioni etiche che serpeggiano e faranno un danno incalcolabile negli anni a venire se non si corre ai ripari.

Oramai il socialismo e i suoi mostri ha sposato le correnti liberali e ognuno a suo modo, da sinistra a destra, contribuisce a deformare l’uomo e a distrarlo da se stesso. Dalla sua bellezza e dal suo destino eterno e quindi dal valore della sua vita e delle sue scelte, piccole e grandi, qui e ora. La propaganda rende tutto merce di scambio, il consenso non è più per la verità e il bene sociale ma per ottenere “il potere”. Usano il narcisismo e il bisogno di protagonismo delle masse per veicolare la loro “chiesa”. Questa però si presenta dolce e carammellosa ma non assolve e non salva, invece schiavizza e deforma, abbrutisce ed oscura. Forse lo si capirà per intossicazione, ma quante morti prima di allora? Quante vite spente e deformate?

Sicuramente è presto per estirpare la zizzania sociale di certi personaggi ma non è mai tardi per ribadire il proprio si alla vita e alla morale naturale.

Chi tace acconsente… e nel silenzio edifica un mondo più disumano.

da www.zammerumaskil.com