Se il matrimonio è per tutti e vale tra gay, perché non vale anche tra parenti? Un emblematico caso francese

Se il matrimonio è per tutti e vale tra gay, perché non vale anche tra parenti? Un emblematico caso francese

Denise divorzia dal marito e sposa il suocero, anche se la legge lo vieta. Ora si batte per vedere riconosciuta la sua unione, in linea con «il clima di libertà» introdotto dalla legge sul matrimonio gay
di Leone Grotti da www.tempi.it 

matrimonio-per-tutti-gay-franciaDenise, 66 anni, ha chiesto ieri alla Corte di Cassazione francese di convalidare il suo matrimonio con Raymond durato 22 anni. A rendere complessa la relazione, come rivelato dal Figaro, è il fatto che Raymond è suo suocero, il padre del suo primo marito, da cui ha divorziato. Il primo marito di Denise ha ottenuto l’annullamento del loro matrimonio in primo e secondo grado in base all’articolo 161 del codice civile francese, che vieta «il matrimonio tra parenti, discendenti e ascendenti, in linea diretta».

PROBLEMA DI EREDITÀ. Denise ha divorziato dal marito nel 1980 dopo 11 anni di matrimonio e la nascita di una figlia e si è sposata con il suocero nel 1983 con l’aiuto del sindaco del piccolo villaggio di Alpes de Haute-Provence, per quanto illegale. L’ex marito ha chiesto l’annullamento del matrimonio dell’ex moglie con il padre nel 2005, quando Raymond è morto e si è posto il problema della successione. Secondo l’avvocato della donna «all’ex marito della mia cliente interessa solo l’eredità. Ma lei invece è arrivata fino in Cassazione per far riconoscere la sua bella storia, il suo matrimonio d’amore». Se il matrimonio sarà giudicato valido, la donna erediterà le sostanze di Raymond, altrimenti toccheranno al figlio dell’uomo.

NON CONTA SOLO L’AMORE? Se il problema dell’eredità è al centro di questa complessa causa familiare, il tentativo della donna va più in profondità: se l’unica cosa che conta in una relazione è l’amore, come dice anche la nuova legge approvata in Francia “Matrimonio per tutti“, perché dovrebbe valere per le coppie gay e non per i parenti? Guidata da questo spirito, Denise si è detta pronta a rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell’uomo facendo leva sull’articolo 12 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che garantisce la libertà di matrimonio.

EVOLUZIONE DELLE FAMIGLIE. L’avvocato generale Léonard Bernard ha intanto chiesto alla Cassazione di negare la richiesta di Denise a vedersi riconosciuto il matrimonio con il suocero perché «al di là di un contesto di evoluzione familiare e dei costumi incontestabile, al cuore del problema c’è l’interesse dei figli», che il già menzionato articolo 161 del Codice civile francese protegge permettendo di avere «punti di riferimento generazionali e relazionali chiari». Ma secondo l’avvocato della donna questo modo di ragionare è «paradossale e in contrasto con il clima di libertà» introdotto dalla legge Taubira sui matrimoni gay.

Sinodo, la proposta cristiana sulla famiglia è per tutti

Sinodo, la proposta cristiana sulla famiglia è per tutti

“Rispetto per i gay, la Chiesa non esclude nessuno” dice monsignor Forte. Il aboratorio della Chiesa del dialogo di Francesco che consulta i laici sulle grandi sfide

GIACOMO GALEAZZI
da Vatican Insider

Unioni gay, sacramenti ai divorziati risposati, contraccezione, coppie di fatto, adozioni omosex. Una consultazione di base a tutto campo e senza precedenti per fotograre la Chiesa mondiale e affrontare le sfide del terzo millennio globalizzato.

Il Papa vuole rendere “permanente” il lavoro del sinodo, rafforzando così la funzione di questo strumento creato al Concilio Vaticano II, afferma il segretario del sinodo, monsignor Lorenzo Baldisseri, nominato di recente da Francesco, che, presentando il sinodo straordinario sulla famiglia voluto da Bergoglio nel 2014  (al quale seguirà un’assemblea ordinaria nel 2015)  ha spiegato, in risposta ad una domanda dei giornalisti sull’ipotesi che anche delle famiglie partecipino: “Qui si tratta del sinodo dei vescovi, non del sinodo dei laici.

E’ stato costituito così da Paolo VI appena tre mesi prima la chiusura del Concilio vaticano II per una partecipazione maggiore dei vescovi del mondo al governo della Chiesa”.  In questo senso, ci sono “discussioni che possiamo anche fare”, ma “non è previsto che ci sia una ristrutturazione che possa includere anche una formulazione diversa istituzionalmente da quella esistente”. Invece, “il Santo Padre ha parlato di metodologia e di forma permanente di consultazione. Per avere una collaborazione più stretta c’è bisogno di un organo permanente, il sinodo, ma notiamo, a distanza di 50 anni, che c’è bisogno di una forumlazione più dinamica, ma sempre nella strutturazione come nata”. All’assise parteciperanno uditori laici (“le donne saranno in gran numero”, assicura Baldisseri) e si discuterà di una pluralità di temi (“incluso l’incesto”, osserva Monsignor Bruno Forte).

Ma sulle modalità di consultazione della base ci sono diversità di approccio nelle conferenze episcopali nazionali: quella inglese ha subito messo “On line” il questionario con possibilità di risposte anonime alle 39 domande, mentre quella statunitense assegna ai parroci il compito di fare la sintesi della sensibilità nel “popolo di Dio”. Insomma, il Sinodo diventa un cantiere aperto, un laboratorio per la Chiesa di domani.  «La dottrina del magistero dev’essere la base del Sinodo, senza questo non si può lavorare».

Il relatore generale, cardinale Peter Erdo, arcivescovo di Budapest, ribadisce che dalla sessione non si dovranno attendere cambiamenti nella dottrina cattolica sulla famiglia, quanto piuttosto l’avvio di atteggiamenti pastorali diversi.«Non abbiamo voglia di riaprire tutto il discorso sulla dottrina cattolica – ha detto oggi in una conferenza stampa -, ma in base all’approccio pastorale vogliamo guardare a tutte le situazioni». Anche da qui nasce l’idea di inviare a tutte le Chiese locali il questionario in cui si chiedono ai fedeli opinioni anche sulle coppie di fatto, sulle unioni gay, sul comportamento da tenere verso i divorziati e risposati.

«Non è sono una questione di opinione pubblica – ha aggiunto il cardinale Erdo -. Già Gesù Cristo, quando parlava del matrimonio diceva cose provocatorie, i discepoli erano sorpresi di quello che diceva il maestro, e noi siamo discepoli di Gesù». La proposta cristiana sulla famiglia non è mai contro qualcuno, ma “sempre ed esclusivamente a favore della dignità e della bellezza della vita di ogni uomo e per il bene dell’intera società”, evidenzia l’arcivescovo Bruno Forte, segretario speciale del Sinodo spiegando che nell’occasione «non si tratta di dibattere questioni dottrinali ma, da parte della Chiesa, di mettersi in ascolto dei problemi e delle attese che vivono oggi tante famiglie», agendo «con taglio pastorale» secondo la richiesta da parte del Papa di mostrare «attenzione, accoglienza e misericordia».

Il Sinodo straordinario sulla famiglia dovrà tradursi in «un ascolto ampio e profondo della vita della Chiesa e delle sfide più vive che ad essa si pongono», per «maturare proposte affidabili da offrire al discernimento del Papa» cui spetta «la decisione ultima, per il bene della Chiesa e della famiglia umana, al cui servizio essa si pone». In tal senso, «l’attezione prioritaria va rivolta alla evangelizzazione», ribadisce monsignor Forte, visto che «la Chiesa non esiste per se stessa, ma per la gloria di Dio e per la salvezza degli uomini, cui è chiamata a portare la gioia del Vangelo».

L’impostazione è all’insegna della massima apertura e disponibiltà al confronto. «Non si possono rifiutare i fidanzati cattolici che vogliono celebrare il vero matrimonio davanti alla Chiesa per il solo motivo della loro scarsa religiosità o per la scarsità o mancanza della loro fede religiosa», sottoline ail cardinale Erdo- .Come insegna Giovanni Paolo II, voler stabilire ulteriori criteri di ammissione alla celebrazione ecclesiale del matrimonio che dovrebbero riguardare il grado di fede dei nubendi, comporta oltre tutto gravi rischi. Quello, anzitutto, di pronunciare giudizi infondati e discriminatori; il rischio, poi di sollevare dubbi sulla validità di matrimoni già celebrati, con grave danno per le comunità cristiane e di nuove ingiustificate inquietudini per la coscienza degli sposi».

Un punto fermo che Francesco ha ribadito è  “il rispetto per ogni persona umana e dunque anche per i gay- precisa mosnignor Forte- Naturalmente l’atteggiamento pastorale nei confronti di tutto questo mondo  deve essere approfondito rispetto alle nuove sfide. Non abbiamo la risposta già pronta”. Per questo il Pontefice chiede “ai vescovi di tutto il mondo un aiuto e discernere possibilita’ di accoglienza e comprensione nella fedelta’ alla visione della famiglia dove un uomo e una donna si uniscono e procreano dei figl”.

Questo è “il messaggio fondamentale che la Chiesa da’ sulla famiglia” ma ”questo non vuol dire in nessun modo discrimanare altri. vuol dire annunciare un Vangelo e cercare di capire tutte le situazioni alla luce di quello che e’ il cuore del Vangelo che e’ il rispetto della coscienza della persona”.

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DOCUMENTO PREPARATORIO LE SFIDE PASTORALI SULLA FAMIGLIA NEL CONTESTO DELL’EVANGELIZZAZIONE

L’ideologia del gender una minaccia per la famiglia

L’ideologia del gender una minaccia per la famiglia

Avevo deciso di non trattare l’argomento per evitare di incorrere in possibili inconvenienti, ma poi ho pensato, da che cosa devo guardarmi, alla fine sono soltanto un“ripetitore”, come quegli strumenti che negli anni 70 si mettevano in un punto più alto del paese per poi far arrivare il segnale sui tetti delle varie case provvisti di televisore.

 Quindi mi appresto a ripetere, cominciando dall’ottimo convegno organizzato da Alleanza Cattolica, il 5 ottobre scorso a Milano su “Ideologia del gender e unioni civili omosessuali. Un itinerario contro la famiglia”. Sono intervenuti di fronte a una sala gremita di quasi quattrocento persone, il reggente nazionale vicario di Alleanza Cattolica Massimo Introvigne, Assuntina Morresi, Domenico Airoma, Alfredo Mantovano e Tugdual Derville, portavoce de La Manif Pour Tous. Subito dopo il convegno è proseguito con la tavola rotonda con la partecipazione di alcuni rappresentanti politici, dal senatore Maurizio Sacconi agli onorevoli Eugenia Roccella, Alessandro Pagano e Gregorio Gitti, moderatore il giornalista Andrea Morigi. Il convegno oltre a discutere della proposta di legge sull’omofobia, presentata come necessaria per proteggere gli omosessuali da violenze e aggressioni, che vanno certamente condannate senza riserve e punite severamente. Intendeva prendere in esame la nuova ideologia del “Gender”, apparsa negli ultimi anni, una vera “rivoluzione antropologica”.

 A questo proposito papa Benedetto XVI in un discorso alla Curia Romana, del 21 dicembre 2012, ricorda le parole famose della teorica del femminismo francese, Simone de Beauvoir: “Donna non si nasce, lo si diventa” (“On ne nait pas femme, con le devient”)In queste parole è dato il fondamento di ciò che oggi, sotto il lemma ‘gender’, viene presentato come nuova filosofia della sessualità. Il sesso, secondo tale filosofia, non è un dato originario della natura e che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi”.

 In pratica questa è una nuova rivoluzione che può essere vista come una delle più grandi sfide a cui la Chiesa deve affrontare nella sua storia. Naturalmente non solo la Chiesa, ma l’ideologia del gender minaccia tutta la società e la persona umana stessa.

 “La profonda erroneità – afferma Benedetto XVI – di questa teoria e della rivoluzione antropologica in essa soggiacente è evidente. L’uomo contesta di avere una natura precostituita dalla sua corporeità, che caratterizza l’essere umano. Nega la propria natura e decide che essa non gli è data come fatto precostituito, ma che è lui stesso a crearsela”. Peraltro per Benedetto XVI si tratta di una rivolta contro Dio e così “non è più valido ciò che si legge nel racconto della creazione: ‘Maschio e femmina Egli li creò’ (Gen I,27). No, adesso vale che non è stato Lui a crearli maschio e femmina, ma finora è stata la società a determinarlo e adesso siamo noi stessi a decidere su questo. Maschi e femmina come realtà della creazione, come natura della persona umana non esistono più. L’uomo contesta la propria natura. Egli è ormai solo spirito e volontà”. E’ una scelta faustiana dove l’uomo concreto muore: “Esiste ormai solo l’uomo in astratto, che poi sceglie per sé autonomamente qualcosa come sua natura. Maschio e femmina vengono contestati nella loro esigenza creazionale”. Ognuno con la sua libertà si fa da solo e così si giunge “a negare il Creatore stesso e con ciò, infine, anche l’uomo quale creatura di Dio”.

 Per avere un quadro più completo della questione propongo un testo che ho letto in questi giorni, si tratta di Paper Genders, il mito del cambiamento di sesso, di Walt Heyer, pubblicato quest’anno dalla casa editrice milanese, Sugarcoedizioni (pp. 169, e 16,80)

 L’autore nell’introduzione ci tiene a scrivere che il libro non è stato patrocinato da nessuna organizzazione o movimento politico o aggregazione ecclesiale, ma è stato imposto dalla sua esperienza personale,“vissuta in netto contrasto con l’imperversante esaltazione del successo del cambiamento di genere da parte dei media e dei gruppi attivisti”. Continua Heyer, “ciò che mi ha spinto a scrivere questo libro è stato il mio desiderio personale di aiutare le persone trasngender, facendo luce sul lato oscuro del cambiamento di genere”.

 Per i lettori del libro Heyer ricorda che “I disturbi dell’identità di genere (Gender Identity Disorders – GID) sono complessi e non ancora del tutto compresi”. Infatti il libro, proprio per l’argomento, ha una valenza abbastanza scientifica e specialistica, che riguarda le più disparate problematiche mediche e psicologiche.

 Sempre nell’introduzione, Heyer sostiene che chi“cambia genere non dovrebbe essere disprezzato o vessato solo perché noi non siamo in grado di comprendere le sue sofferenze (…)Per evitare il suicidio e il rimpianto ha bisogno di sostegno, compreso quello dei medici e psicologi che lo sorreggono nell’estenuante conflitto, che evolve verso una crisi dell’identità di genere”.

 Pertanto secondo Heyer “il tasso di suicidi tra i trans gender risulta essere di quasi il dieci volte superiore a quello della popolazione generale”. Heyer nel testo mette in discussione la procedura di “chirurgia del cambiamento di sesso”, “un termine fuorviante, perché è impossibile cambiare, attraverso la chirurgia estetica e gli ormoni, il genere di nascita di chiunque. Sulla carta, però, il cambiamento si può eseguire  facilmente e, in effetti, è solo qui che si registra il cambiamento di sesso: sui certificati di nascita e sulle patenti di guida”. Ecco perché Heyer li chiama paper genders (generi sulla carta), perché l’unico cambiamento avviene sulla carta.

 Il libro ripercorre tutto il programma di chirurgia del cambiamento di sesso a partire da chi ha iniziato l’esperimento, il dott. Alfred Kinsey, proseguito da Harry Benjamin e poi da John Money, tutti legati da un filo comune, la pedofilia. Il testimone successivamente passò al dott. Paul Walker. Ad oggi scrive Heyer negli Stati Uniti si trovano circa venti chirurghi che eseguono interventi sui genitali per cambiare sesso.

 Heyer desidera che la pubblicazione del libro favorisca una nuova comprensione del fenomeno e serva come guida per la prevenzione dei suicidi delle persone trans gender. Il libro smaschera il facile ottimismo che è stato ad arte veicolato dai mass media intorno al cambiamento di genere, ma che molti si pentono, non lo diranno mai.

di  DOMENICO BONVEGNA

L’ideologia del gender una minaccia per la famiglia

La rieducazione delle famiglie a teatro

di Lorenzo Bertocchi da www.lanuovabq.it

Teatro Testoni Ragazzi

A Bologna l’aria fresca del gender vogliono farla respirare a tutti, anche alle famiglie. Il Teatro Testoni Ragazzi, famoso teatro cittadino dedicato ai bambini, il prossimo 29 ottobre offre lo spettacolo “La bella Rosaspina addormentata”, prima tappa del Progetto “Teatro Arcobaleno: Infanzia, Teatro ed Educazione alle Differenze”, promosso da Gender Bender, La Baracca-Testoni Ragazzi, ERT-Emilia Romagna Teatro.

Lo spettacolo, che rientra nel cartellone per famiglie, è all’interno del festival internazionale Gender Bender che avrà luogo dal 26 ottobre al 2 novembre a Bologna. Con il contributo di tutti gli enti pubblici (Regione, Provincia e Comune) e il patrocinio – coincidenze? – dell’ambasciata di Francia in Italia, il festival internazionale «presenta al pubblico italiano gli immaginari prodotti dalla cultura  contemporanea, legati alle nuove rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale».

“La bella Rosaspina” narra di una principessa che si addormenta e si risveglia dopo cento anni, dopo la «Prima e Seconda guerra mondiale, gli anni Settanta, i Beatles, la televisione, i matrimoni gay, Facebook… Rosaspina – si legge nella presentazione – si addormenta bambina e si risveglia donna. Si innamora perdutamente di un principe moderno, diverso, che svelerà solo alla fine la sua vera identità». Chissà quale sorpresa attende gli spettatori a cui è indirizzato lo spettacolo, un pubblico che, ricordiamolo, è preferibilmente formato da “famiglie e di bambini a partire dai 7 anni”.

All’interno del Teatro Testoni questa rappresentazione è in buona compagnia, nel cartellone troviamo anche lo spettacolo “Io femmina e tu?” dove i protagonisti, un maschio e una femmina, si scontrano sul ring per arrivare a scoprire che “non è meglio essere maschi o femmine: l’importante è essere quello che si è.” Ma non è finita perché troviamo anche “La mucca e l’uccellino”, per bambini dai 4 agli 8 anni, spettacolo che racconta il rapporto d’amore fra genitori e figli, “al di là del legame biologico”. Un filo rosso sembra attraversare queste proposte: più che una valorizzazione delle differenze, una loro nuova definizione per un sostanziale appiattimento.

Insomma, cresce il clima favorevole per la teoria del gender oramai proposta con nonchalance a famiglie e bambini, nel pieno rispetto di un copione già visto: offrire visioni della realtà senza dare risposte precise, alimentando un climax, una percezione più che una comprensione. In fondo è quella mentalità gnostica che, sotto mentite spoglie ben patinate, mira a disincarnare l’uomo grazie all’acquisizione di una mentalità indistinta, vaga, che lascia aperte tutte le risposte in un gioco a somma zero.

Come ha ricordato il Card. Caffarra nella recente festa del patrono della città felsinea «neutralizzando dal punto di vista etico femminilità e mascolinità, negando il significato morale proprio del corpo e dei comportamenti che ad esso si riferiscono, significa correre il rischio di scardinare millenni di civiltà. (…) La realtà psico-fisica della femminilità e della mascolinità non è né muta né ottusa: ha un suo proprio linguaggio e una sua propria intelligibilità».

Quello che aspetta famiglie e bambini al Teatro Testoni Ragazzi di Bologna appare, invece, come il tentativo di scardinare nel profondo il linguaggio e l’intelligibilità della femminilità e della mascolinità. Una volta mandato in pensione il diritto naturale, per qualcuno direttamente al cimitero, c’è campo aperto per ricreare l’uomo, per rifarlo a partire dai propri personalissimi orientamenti, e in questa operazione di ingegneria culturale lo spettacolo diventa strumento fondamentale.

Altro che genitore 1 e 2. In California per legge saranno riconosciuti anche genitore 3 (e 4 e 5…)

Altro che genitore 1 e 2. In California per legge saranno riconosciuti anche genitore 3 (e 4 e 5…)

L’assurda legge firmata dal governatore Brown allarga la podestà sui figli oltre i due genitori. È stata voluta per ammodernare il diritto ai cambiamenti della società, «ma chi paga sono i bambini»

da www.tempi.it 

adozioni gayGenitore 1 e 2? Il dibattito in Italia è già vecchio. La podestà su un figlio riconosciuta a tre o più genitori: è la nuova legge che da venerdì lo stato della California può vantare, ennesimo passo avanti verso una società che riconosce sempre meno valore alla famiglia tradizionale a favore delle nuove unioni omosessuali. La firma è stata apposta dal governatore Jerry Brown, a termine di una vicenda giudiziaria cominciata nel 2011: all’epoca finì davanti alla corte suprema il caso due donne conviventi, madri di una bambina avuta da una di loro con il precedente marito. Un litigio violento aveva spaccato la coppia, mandando una delle due donne in ospedale e l’altra in prigione, con la bambina affidata ad una nuova famiglia nonostante il padre biologico chiedesse di poterla riavere in casa.

«RICONOSCERE I CAMBIAMENTI». Così dopo la sentenza della Corte si è arrivati alla legge, pensata apposta per evitare competizioni in tema di figli tra coppie omosessuali e genitori biologici e per “modernizzare” il diritto alla società che cambia, anche sul fronte familiare: «Alla corte serve la capacità di riconoscere questi cambiamenti, affinché i bambini possano essere supportati da quegli adulti che giocano un ruolo centrale nell’amare e prendersi cura di loro», è stato il commento di Mark Leno, senatore democratico omosessuale. «È importante che i giudici abbiano la capacità di apprezzare il ruolo di tutti i genitori, cosicché un figlio non debba sopportare la separazione da uno degli adulti che ha sempre conosciuto come genitore».

«A PAGARE SONO I BAMBINI». Intento della legge è tutelare i figli, spiegano le voci politiche di stampo progressista. Ma non a tutti piacciono le famiglie “a tre genitori”. «Chi pagherà il prezzo non sono gli attivisti, bensì i bambini, che si troveranno davanti a più grandi conflitti e indecisioni su questioni che coinvolgono il loro benessere», ha spiegato Brad Dacus, presidente del Pacific Justice Istitute.

«IL FIGLIO DIVENTA UN POSSESSO». «Il riconoscimento dei tre genitori può ammantarsi quanto vuole di realismo o di attenzione per i diritti dei figli, ma è evidente che li calpesta, insieme con la logica», scrive oggi Il Foglio. «Il bambino con tre genitori legali, chiamati a condividere responsabilità, spese di mantenimento, decisioni educative, non è affatto un bambino più ricco, né la pseudo famiglia così raffazzonata sarà più serena e pacificata. In attesa che la platea genitoriale si allarghi ulteriormente, attorno al feticcio dell’uguaglianza di ciò che uguale non può essere – il matrimonio gay, la finzione assoluta di due genitori dello stesso sesso – cresce l’arbitrio travestito da legge. Sempre a spese dei più deboli».

Sinodo, la proposta cristiana sulla famiglia è per tutti

Bagnasco: «L’aggressione alla famiglia non è casuale, ma strategica e voluta da lobby e istituzioni»

«Se la famiglia è più debole la società è più fragile e si domina meglio sul piano politico, economico e ideologico». E sulla Bossi-Fini: «Accoglienza ordinata»
da www.Tempi.it 

bagnasco-cei-prolusionePer il presidente della Cei Angelo Bagnasco «c’è un’aggressione alla famiglia strategica e non casuale. Se la famiglia è più debole la società è più fragile e si domina meglio sul piano politico, economico e ideologico. La storia lo insegna. Perché qualcuno più forte e furbo c’è sempre e per qualcuno non intendo solo le persone, ma lobby o istituzioni».

NON CASUALE. Bagnasco ne ha parlato al seminario sulla famiglia organizzato a Genova dal Forum delle associazioni familiari. «Secondo me – ha detto il cardinale – l’aggressione alla famiglia non è assolutamente casuale, ma è strategica perché si è capito che essendo la famiglia il grembo della vita e prima e fondamentale palestra di umanità e di fede, indebolirla o dissolverla nella sua responsabilità educativa. Significa distruggere la persona. Viene a mancare quella maturità interiore che è sinonimo di capacità critica, di fortezza, quindi un punto solido per cui la società da popolo di relazioni e di solidarietà diventa una moltitudine di punti individuali, una folla non un popolo».

DISTRUGGERE LA RADICE. «Una società più fragile si domina meglio», ha spiegato Bagnasco. Di fronte a questo, «capite che il fronte della famiglia – ha aggiunto – è un fronte sul quale la Chiesa, la comunità cristiana, gli uomini e le persone di buona volontà non possono essere assenti perché la famiglia è l’ultima e la prima frontiera dell’umano e quindi – ha concluso – distruggendo quella in realtà si va alla radice».

ACCOGLIERE IMMIGRATI IN MANIERA ORDINATA. Bagnasco ha parlato anche dei recenti drammi accaduti a Lampedusa. L’accoglienza degli immigrati «non si può negare, ma va coniugata con la situazione concreta» e va «ordinata». Interpellato sulla cancellazione della legge Bossi-Fini, il cardinale ha così risposto: «La posizione della Chiesa sull’immigrazione è sempre stata molto chiara e trasparente, nel segno del Vangelo, accoglienza di chi, essendo disperato, cerca una via di salvezza, di speranza, cerca un futuro migliore. Naturalmente la speranza va sempre coniugata con la situazione concreta, nel senso dell’ordine pubblico, di una accoglienza ordinata».
Per Bagnasco «fa pensare» la contraddizione che porta a celebrare i funerali di Stato per degli immigrati che se fossero riusciti ad arrivare in Italia vivi sarebbero stati considerati dei clandestini: «Questo doppio registro in un certo senso esprime una difficoltà anche oggettiva. Allora ancora una volta si chiama in causa l’Europa, perché l’Italia è la porta d’Europa, non può essere lasciata sola».