Ci sono molti modi per far ridere. E Aldo Giovanni e Giacomo scelgono sempre il meno facile. «Avete mai trovato nei loro film una volgarità gratuita? O una sequela di parolacce? O le solite belle ragazze spogliate?» si domanda il regista del loro nuovo film. È vero: i tre protagonisti di La banda dei Babbi Natale (dal 17 dicembre in ben 650 sale) ogni anno partecipano all’agguerritissima “battaglia di Natale” senza mai ricorrere ad alcuno dei facili, beceri mezzucci dei vari “cinepanettoni”.

«Il fatto – spiega il regista della pellicola, Paolo Genovese – è che loro i film non li costruiscono a tavolino, per piacere il pubblico. Loro non si preoccupano di piacere ad ogni costo. Le attrici le fanno recitare, non hanno bisogno di spogliarle. E il pubblico lo fanno ridere solo perché sono bravi». E farà certo ridere, La banda dei Babbi Natale: un film che (dopo il deludente risultato del precedente Il cosmo sul comò) non offre solo una trama-pretesto per infilata di sketches comici; al contrario, ambisce alla solida struttura di una vera e propria commedia, seguendo le articolate disavventure di tre amici che, uniti dalla passione per il gioco delle bocce, nella notte di Natale finiscono in questura con l’accusa d’essere una banda di ladri mascherati da Babbo Natale.

Sotto l’energico incalzare dell’ispettore Angela Finocchiaro, Aldo si confesserà così scommettitore incallito ed eternamente disoccupato; Giovanni un veterinario tendenzialmente bigamo, e Giacomo un medico inguaribilmente legato al ricordo della moglie defunta. Entro la mezzanotte i tre dovranno dimostrare la propria innocenza.

«Noi facciamo lo stesso lavoro di chi fa i “cinepanettoni” – analizza Giacomo – Ma facendo scelte diverse. Tutto qui. Poi dev’essere il pubblico, a giudicare il nostro lavoro». Ammette Aldo: «Per alcuni può essere un rischio non ricorrere a parolacce e nudo. Forse nel nostro film mancherà la risata grassa (anche se a me fa ridere molto); ma abbiamo cercato di farne un prodotto di qualità. E credo che rappresenti un passo avanti, per noi».

Interessante che la comicità dei tre si basi anche su una cattiveria “politicamente scorretta”, come l’aggressività verso gli animali e i “terroni”. «Noi odiamo gli animali – scherza Giovanni – Io cerco di maltrattarli più che posso. Il cane che uccido nel film? Ne abbiamo ammazzati quattordici, prima che la scena venisse bene».

Fra le curiosità de La banda dei Babbi Natale (interpretato anche da Giovanni Esposito, Antonia Liskova e Massimo Popolizio) c’è la colonna sonora interpretata da Mina: «L’avevamo cercata per chiederle di poter usare una sua vecchia canzone, e lei, che è una nostra fan, ci ha proposto di cantarne anche d’inedite».

Nonchè la partecipazione del giudice-star di X-Factor, Mara Maionchi. «Non chiedetemi come mi trovo nei panni d’attrice – si schermisce lei, interprete di un’esplosiva suocera – In realtà mi vergogno da morire. Non ho ancora avuto il coraggio di rivedermi. Ho accettato la proposta senza pensarci un attimo, perché sono da sempre un’ammiratrice dei tre. Ma sul set facevo fatica a star ferma. E per colpa loro non riuscivo mai a rimanere seria».

Giacomo Vallati da Avvenire