di giancarlo Cocco
Tratto da Rai Vaticano – il blog l’1 dicembre 2010

Già prima dell’elezione del cardinale Ratzinger al Pontificato, alcuni suoi ex allievi avevano chiesto al porporato di creare una fondazione con il suo nome che promuovesse lo studio della teologia e della spiritualità.

Sembrava una scommessa, quella lanciata dai suoi allievi, che proprio per volere di Benedetto XVI si è concretizzata quest’anno con la nascita di una Fondazione denominata “Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI”. Come riferisce monsignor Giuseppe Antonio Scotti, nella conferenza stampa di presentazione e nella sua veste di Presidente della Fondazione, questa “ha lo scopo di promuovere ricerche e studi sul pensiero del professor Ratzinger, di organizzare convegni di alto valore scientifico e di premiare studiosi che si sono contraddistinti per particolari meriti nella ricerca scientifica. Già dal prossimo anno potremo avere dei premiandi”.

Lo scorso 10 giugno, a conclusione dell’Anno sacerdotale, un sacerdote della Costa d’Avorio chiese a Benedetto XVI: ”Lei è un Papa teologo, come dobbiamo orientarci nella nostra vita e nel nostro ministero quando è il mondo che giudica la fede e non viceversa?”. Ratzinger colse immediatamente l’importanza della domanda ed invitò i presenti a riflettere con maggior precisione sul bisogno di fare teologia. ”C’è bisogno di teologi che abbiano coraggio, il teologo nel suo studiare, riflettere, lavorare e vivere viene in contatto con Colui dal quale la teologia stessa proviene: con il Dio vivente e, aiutando a conoscerlo e ad amarlo permette all’uomo di vivere in pienezza anche in questo tempo”.

La Fondazione vuole quindi invitare gli studiosi, i teologi, i ricercatori ad essere capaci di dire che “Dio ci riguarda e ci risponde”. Il Papa ricevendo di recente una delegazione della facoltà di Teologia dell’Università di Tubinga ha detto: “L’umanità ha bisogno di domande. Laddove non vengono poste domande, quelle che toccano l’essenziale e vanno oltre ogni specializzazione, non riceviamo più nemmeno delle risposte. Solo se domandiamo possiamo sperare di ottenere risposte a domande fondamentali che riguardano tutti. Per la teologia occorre il coraggio di domandare ma anche l’umiltà di ascoltare le risposte che ci dà la fede cristiana. Così si aiuta l’umanità a vivere”.

Intervenendo nella presentazione della Fondazione il Cardinale Camillo Ruini, Presidente del Comitato scientifico, ha voluto puntualizzare che “caratteristica del teologo e del Pastore Joseph Ratzinger è che la sua teologia non è scritta in ‘ecclesialese’ e nemmeno in ‘teologhese’ ma è compresa e gustata anche da chi non è teologo. Ha doti di chiarezza espositiva che presuppongono una vera padronanza delle questioni che si affrontano. Anche nel libro ‘Luce del Mondo’ – prosegue il cardinal Ruini – Benedetto XVI riesce a comunicare, con molta naturalezza, il nucleo vitale della sua teologia”.

La Fondazione Joseph Ratzinger ha sede a Monaco di Baviera e, secondo quanto ci rivela Padre Horn presidente della “Ratzinger Schulerkreis”, ne fanno parte non solo teologi ma anche professori universitari e parroci nonché una “donna filosofa”. Alcuni provengono dagli Stati Uniti, dall’Armenia e da altri Paesi del mondo. “Siamo multicolorati” ha detto Ratzinger, il quale ha messo a disposizione della Fondazione 2. 400. 000 euro provenienti dai diritti d’autore dei suoi libri.