Il Forum: è un diritto che non si tocca • Consultori, la giunta Vendola punta a emarginare i ginecologi anti abortisti • Mantovano: scandaloso
di Antonella Mariani
Tratto da Avvenire del 29 giugno 2010

Acque agitate in Puglia sulla vicenda dei ginecologi obiettori discriminati nell’accesso ai consultori familiari pubblici.

Dopo il ricorso al Tar, presentato da alcuni medici pugliesi, e la richiesta di ritiro da parte dei presidenti degli ordini professionali dei medici, la delibera della Giunta regionale 735 del marzo scorso è diventata una caso nazionale. «Contrasta con la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza», afferma il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano.

«È scandaloso. Con una delibera che stravolge lo spirito e la lettera della legge 194, la Giunta Vendola abbatte le funzioni sociali e preventive dei consultori, trasformandoli in fabbriche di certificati di morte», aggiunge Barbara Saltamartini, responsabile nazionale delle Pari opportunità del Pdl.

Il casus belli sono poche righe contenute nel Progetto di riorganizzazione dei consultori pugliesi, in cui, tra le altre cose, si stabilisce di «integrare la dotazione organica» di ciascuna Asl con un ginecologo e due ostetriche, purché non obiettori.

In precedenza, il Piano sanitario regionale del 2009 prevedeva il progressivo spostamento dei ginecologi obiettori dai consultori ad altri compiti.

Il motivo, secondo la spiegazione dell’assessore regionale alla Sanità pugliese, Tommaso Fiore, è che i consultori rilasciano appena l’1, 5 per cento (ma i dati nazionali parlano dell’11, 5 per cento) dei certificati per le Ivg a causa della massiccia presenza di medici obiettori. Ma per riportare l’interruzione di gravidanza nelle strutture pubbliche la Regione ha di fatto sancito la discriminazione tra ginecologi obiettori e non obiettori. «Non ci risulta che le donne abbiano difficoltà a farsi firmare i certificati per abortire – risponde  Ludovica Carli, responsabile del Forum delle associazioni familiari pugliese –.

La Puglia continua ad avere un numero di aborti nella media nazionale. Piuttosto, a noi preoccupa che nei consultori la 194 sia applicata integralmente nella sua prima parte, quella che vorrebbe aiutare le donne che non vogliono abortire. Quali sostegni vengono offerti nei consultori? Quali percorsi per evitare l’interruzione di gravidanza?». Se nei consultori in futuro ci saranno solo medici non obiettori, quali saranno i percorsi privilegiati?

Il Forum nazionale invece punta l’accento sul diritto all’obiezione: «Un diritto da difendere, che non si tocca e non si limita perché è una tutela degli ordini professionali», insiste Francesco Belletti, presidente del network di associazioni familiari. «Anche noi lavoriamo perché i consultori siano riformati, per diventare un luogo di prevenzione primaria nei confronti della vita, di accoglienza e accompagnamento alla famiglia, alla coppia, alla maternità». La Puglia resta lontana.