Il Governo Berlusconi darà risposte concrete ed urgenti alle nostre proposte sulla riforma della malattia mentale o questa deve restare e dimorare nella “zona d’ombra” della Sanità Italiana?.

Spesso si sente “parlare” di disabili, ma pochi intendono approfondire quali “confini” persistono nella gravità di questo disagio umano.

Ma chi è il disabile fisico e chi è handicappato mentale ?

Disabile o diversabile è persona che presenta menomazioni di vario genere e gravità nella sfera motoria, privato di una forza fisica sopravenuta o congenita, di una certa incapacità, ma conservante la lucidità intellettuale.

Beethoven, la cui nota sordità, non gli ha impedito di essere tra i più grandi musicisti del mondo;

Omero, la cui cecità non gli ha impedito di comporre poemi straordinari come l’Iliade e l’Odissea ;

Franklin Rooselvet dalla seggiola a rotelle ha guidato gli USA nella 2° Guerra Mondiale.

 

Handicappato mentale è colui che in quel corpo sofferente, ha avuto colpita la sfera intellettiva, uno svantaggio in partenza, un intralcio, una inferiorità interna od esterna che impedisce di manifestare massimo della potenzialità intellettiva (almeno in maniera temporanea).

 

Vincent Van Gogh grande pittore impressionista olandese impazzito ;

Torquato Tasso poeta epico fu rinchiuso in manicomio da Alfonso 2° Duca di Ferrara ;

Dostoiewsky grande romanziere russo, finì in manicomio.

 

In ognuno, è possibile riconoscere un segno che incarna il dolore, evoca la fragilità e denuncia il limite di condizione umana.

 

Questa “vicinanza” di sofferenza non deve essere solo bisognevole di assistenza materiale che coinvolge l’aspetto di problemi di vita sociale, ma la difesa  delle dignità dell’uomo sofferente, della persona bisognosa più di altra dove spesso le iniziative separate, e non coordinate, sono totalmente inefficaci e tali da considerare queste “persone” morti sociali.

 

Bisogna intervenire non con le “Giornate fuori dall’ombra”o qualche altro “marchingegno”, per evidenziare le neecessità dei singoli disabili o degli handicappati mentali, ma sono le Istituzioni che devono uscire “fuori dall’ombra”.

 

Bisogna, quindi, combattere la cultura dell’assistenzialismo che ghettizza il disabile, che umilia l’handicappato mentale, introducendo la cultura del prevedere e provvedere per ogni sua necessità.

 

Quel quotidiano catastrofismo, quel rinnegare col silenzio ogni diritto ed aiuto morale, quel continuo diverbio politico allontana dalla persona malata e concentra in un sordido egoismo ogni interesse in perfetta antitesi con il senso della solidarietà e della fratellanza ed a volte della carità cristiana.

 

Forse oggi i vincoli etici o della morale preposti all’osservanza delle norme sono “allentati”, nessuno, né tanto meno le Istituzioni vogliono essere vincolati e nessuno si sente responsabile ( Fides et Ratio Giovanni Paolo II° Cap.VII°,81).

 

La nostra società sta perdendo la fiducia nelle Istituzioni, perché queste hanno forse dimenticato che le ingiustizie sociali hanno spesso originato eversione da precisi codici etici.

 

Una piccolissima speranza mi è rimasta dopo aver presentato al Consesso Parlamentare ed al Governo Berlusconi il 17 marzo 2005 nella Sala Verde di Palazzo Chigi un mio progetto di attenzione di possibile attuazione verso i malati psichici.

Riteniamo urgente e necessaria, ripeto, una legge-quadro di riordino dell’assistenza psichiatrica, in maniera di consentire le Regioni :

1)     per l’autorizzazione al trattamento sanitario anche in assenza del consenso del paziente, almeno in determinate condizioni;

2)      per la realizzazione di strutture territoriali di riabilitazione di lunga durata per i casi più difficili da riabilitare, onde evitare che sulle famiglie gravino un carico insostenibile di disagio, costi e pericoli;

3)     per la prevenzione dei disturbi di comportamento e di psicopatie in età evolutiva, “argomento” mai affrontato;

4)     eventuale costituzione di un Fondo Speciale Economico (Dopodinoi);

5.)    promozione di una Indagine Parlamentare sulla situazione in atto sul versante della sanità mentale ;

6.)     attivazione della ricerca scientifico-farmacologica sulle malattie mentali;

7.)    aggiornamento assegni di assistenza. Una vera vergogna per un Paese civile.

8.)    deducibilità dal reddito complessivo agli effetti IRPEF delle spese socio-alberghiere;

9.)    riforma Ospedali Psichiatrici Giudiziari;.

10.) proibizione della terapia elettroconvusionante e braccialetto elettronico;

11.) aumento posti letto negli Enti Ospedalieri per ricoveri in cura malattia mentale e TSO :

12.) riqualificazione Operatori Sanitari:

13.) nelle strutture residenziali esistenti,spazi verdi terapia coadiuvante per una assistenza moderna e funzionale;

14.)  l’uso di parte del gettito dell8 per mille dell’IRPEF a sostegno di progetti di strutture moderne e capaci di accogliere e curare i malati mentali ;

15.)  oltre i normali finanziamenti previsti dal SSN, l’utilizzazione di una parte dei proventi derivanti dalla gara di licenze UMTS (Universal Mobile Telecomunication System) il telefonino di 3°, 4° 5° generazione.

In breve Signori della Politica chiediamo :

a.)     tutela della dignità della salute dei sofferenti psicofisici :

b.)    servizi specifici in strutture adeguate ;

c.)    garantire la sicurezza dei cittadini.

In breve Onorevole Berlusconi saranno tenuti nella migliore considerazione quanto da tempo a Lei abbiamo segnalato questo disagio sociale ?, Lei che si pronuncia sempre in favore della gente, con particolare riferimento ai meno fortunati ?, Lei che aiuta le persone bisognose ?

 

Voglio sperarlo e soprattutto crederci.!

Previte

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