di Mathias Hariyadi
Una folla di manifestanti ha impedito ai fedeli di raggiungere la chiesa. Analoghe provocazioni il giorno di Natale e il 27 dicembre. Alla base delle proteste il mancato rilascio del permesso di edificare luoghi di culto cristiani. Attivista per la pace: lo scenario è “preoccupante”.

Jakarta (AsiaNews) – La comunità cristiana della reggenza di Bekasi, provincia di West Java, è di nuovo nel mirino dei fondamentalisti islamici. Domenica 3 gennaio centinaia di abitanti del sotto-distretto di Jejalen hanno impedito ai fedeli della Protestant Church of Filadelfia di partecipare alle funzioni religiose. Un rappresentante della Huria Batak Protestant Christians Group (Hkbp) – comunità che raccoglie diversi gruppi protestanti del Paese – conferma che gli “assalitori” hanno “bloccato le vie di accesso al luogo di culto” fermando chiunque cercasse di “percorrere la strada che conduce alla chiesa”.
Il reverendo Panjaitan, presidente della Protestant Church of Filadelfia, non era presente al momento dell’assalto. Egli è nel North Sumatra per un periodo di vacanza e non è raggiungibile per un commento. Testimoni locali raccontano che la folla “gridava all’indirizzo dei cristiani”, chiedendo l’interruzione delle celebrazioni perché “il luogo di culto non dispone del permesso di costruzione”.
Il documento rilasciato dalle autorità per la realizzazione di edifici (Imb) richiede una procedura articolata, che si complica ulteriormente nel caso di luoghi di culto cristiani. Ai permessi governativi, si aggiunge infatti il nulla osta degli abitanti della zona interessata dal progetto. E per ottenere tutte le carte possono trascorrere fino a 10 anni.
I funzionari della Hkbp hanno a disposizione i fondi necessari per l’acquisto del terreno, ma la mancanza del permesso di costruzione ha bloccato i lavori. I fedeli hanno quindi eretto un edificio provvisorio per celebrare le funzioni; esso è finito nel mirino degli estremisti, che impediscono l’accesso al luogo di culto. Il giorno di Natale si erano già tenute manifestazioni contro i cristiani: la comunità locale si apprestava a partecipare alle funzioni, quando una folla ha scandito slogan e inscenato proteste.
La situazione di tensione nella zona è stata annunciata già prima delle festività da Theophilus Bela, attivista per la pace e il dialogo interreligioso. “Lo scenario è preoccupante – conferma – e gli stessi gruppi che hanno dimostrato il giorno di Natale, hanno ripetuto le provocazioni il 27 dicembre”.
In precedenza, in concomitanza con il Nuovo anno islamico, una folla di estremisti ha attaccato e danneggiato la chiesa cattolica di Sant’Alberto a Harapan Indah, anch’essa nella reggenza di Bekasi. Migliaia di manifestanti, fra cui donne e bambini, hanno fatto irruzione nel complesso – ancora in costruzione – e bruciato suppellettili e oggetti di culto.