Tratto da Avvenire del 21 ottobre 2009

Una certezza, scolpita a pagina undici: «tutto sul web lascia traccia». Sarebbe come dire che il delitto perfetto non esiste neppure nel mondo virtuale: lo scrive Mario Leone Piccinni, maggiore della Guardia di Finanza, superconsulente di polizie e governi, quattro lauree e diverse docenze.

Le conoscenze che ha accumulato in  anni di caccia a pedofili e truffatori sulla rete ora sono raccolte in un volume ‘I pericoli del web’, edito da San Marco di Bergamo e rivolto a docenti, genitori ed e-generation.

Un manuale di educazione civica digitale che fa il punto su pedofilia on line e sistemi di protezione dei minori, oltre che su truffe via world wide web e protezione dei dati personali. L’emergenza più recente è rappresentata dall’uso sregolato dei social network. Sulla vulnerabilità dell’utente di Facebook Piccinni non ha dubbi: innanzi tutto perché, scrive, «gran parte degli utenti si registra inserendo i propri veri dati anagrafici e fornendo su se stessi informazioni sensibili». Per l’esperto, «Facebook e gli altri media sono un innegabile terreno di propagazion e e infezione di minacce informatiche» e non si pensi che il ‘contratto’ che ogni utente accetta per poter accedere a questi servizi possa costituire una tutela; anzi, «le condizioni d’uso si intendono accettate con la sola connessione effettuata dall’utente», la quale «vale quale conferma di avvenuta presa visione, comprensione e accettazione delle clausole contrattuali». Inoltre, tutti i dati, le fotografie, i video, le idee dell’utente sono ‘espropriati’ dal network. L’utente, infatti, «cede tutti i diritti su tutti i contenuti immessi nel profilo». Quel che conduce gli investigatori ad attenzionare i social network ­racconta il libro – è la loro efficacia come ‘taxi’: attraverso Facebook, scrive Piccinni, i cybercriminali veicolano ogni genere di software maligno. Il manuale passa in rassegna la casistica dei cybercrimini e dispensa consigli sui sistemi di parental control e su un corretto uso di internet a scuola, «un ambito che ci crea grossi problemi – è il parere dell’esperto ­perché nei laboratori informatici si scarica di tutto senza alcun reale controllo».