di Elisabetta Del Soldato
Tratto da Avvenire del 21 luglio 2009

Una dottoressa bri­tannica è stata ri­mossa da una com­missione  per le adozioni perché si era rifiutata di ap­poggiare le richieste di cop­pie omosessuali.

Secondo la commissione, il credo re­ligioso di Sheila Matthews, che è cristiana, così come la sua posizione sulle ado­zioni gay, sarebbero «in­compatibili con la legisla­zione sull’uguaglianza e con le politiche delle am­ministrazioni locali». La donna, una pediatra di 50 anni sposata e madre di un ragazzo, aveva chiesto di astenersi dal voto nei ca­si di adozioni destinate al­le coppie omosessuali. Ma invece di garantirle la ri­chiesta, la commissione ha deciso di rimuoverla. «Mi hanno fatto pagare – ha detto la Matthews – la mia onestà e il rispetto della mia fede. Mi hanno punita per­ché voglio mantenere la mia integrità». «Non ho mai pensato che affidare un bambino alle cure di una coppia gay sia la cosa mi­gliore per lui – ha conti­nuato il dottore –. Come cristiana non credo che lo stile di vita di una coppia gay sia appropriato alla cre­scita di un bambino. E non credo che un piccolo riesca a trarre gli stessi benefici che invece trarrebbe da u­na coppia tradizionale».

La Matthews ha poi sotto­lineato come donne e uo­mini abbiano capacità di­verse per l’allevamento dei figli, entrambe necessarie e fondamentali per una cre­scita equilibrata. «Conosco – ha spiegato – bambini di coppie gay che vengono di­scriminati costantemente e questo lascia su di loro marchi indelebili». Negli ul­timi cinque anni la Matthews ha scrutinato le pratiche di adozione accer­tandosi che le condizioni di salute dei genitori adottivi fossero buone. Assieme a u­na commissione per le a­dozioni, una delle tante sparse nelle amministra­zioni locali del Regno Uni­to, è sempre stata chiama­ta a votare sul verdetto fi­nale che respinge o accetta una coppia.

In passato la Matthews è riuscita ad astenersi quan­do si trattava di coppie gay ma da quando è cambiata la legislazione sull’ugua­glianza, alla fine dell’anno scorso, questo non è stato più possibile. Secondo la nuova legge, le agenzie di adozione, anche quelle cri­stiane, sono costrette a prendere in considerazio­ne le richieste delle coppie gay.

La decisione ha costretto alcune agenzie d’adozione cattoliche (che rappresen­tano un terzo di tutte quel­le del Regno Unito e hanno una reputazione eccellen­te) a chiudere i battenti per­ché il loro lavoro sarebbe andato contro la loro fede e credo religioso. L’anno scorso sono stati oltre 3. 200 i bambini adottati in In­ghilterra, novanta di questi da coppie omosessuali.