Io sto con il Papa di Alessio Romagnuolo

Nella luce della Pasqua appena celebrata, con gli occhi ancora fissi al sepolcro vuoto, vorrei dire una parola sugli attacchi che sta subendo quotidianamente il Santo Padre e in particolare sulla tristissima questione dei preti pedofili.

Sono sconcertato da questi attacchi senza senso che vengono dai giornali esteri perché è ovvio che non si può e non si deve attaccare chi ha colpito il male anzi, lo si dovrebbe lodare. Non capisco. Una premessa: che nella Chiesa cattolica ci siano stati fatti gravi come quelli denunciati è un dato di fatto riconosciuto in più occasioni dalle stesse gerarchie, Papa in primis. Ma se parliamo di una Chiesa cattolica corrotta e pedofila allora siamo davvero fuori di testa.

Quello della pedofilia è un problema complesso che investe orizzontalmente la nostra società, casi di pedofilia si sono registrati tra professionisti, insegnanti, operai, disoccupati e anche preti. Per questo motivo piuttosto che di preti pedofili parlerei di pedofili diventati preti, perché non sono disposto a credere che l’attrazione insana sia cominciata in costoro con la promessa del celibato. I dati statistici, a non volersi limitare alla lettura quotidiana dei giornali, sono del tutto evidenti. La maggioranza dei soprusi sui minori (ed anche di violenze sulle donne), avviene all’interno delle mura domestiche, nella famiglia. Ma a nessuno viene in mente di smantellare con furia iconoclasta l’istituzione della famiglia. Attenzione, nel gridare all’untore si esce fuori pista. Qualcuno si è chiesto se si possono ancora mandare i figli all’oratorio, ebbene con la stessa serietà si chieda se li può mandare a scuola, in piscina o in palestra. Ma anche – e il cuore impazzisce di dolore – se può lasciarli con i parenti a casa. Le violenze – si legge sul sito della Polizia di Stato – avvengono soprattutto dentro casa e non riguardano solo le famiglie degradate ma tutte le classi sociali e tutte le categorie di professionisti. Non c’è dubbio che tutti gli atti di pedofilia, compresi quelli commessi da vescovi e/o prelati, vadano fortemente condannati e perseguiti certamente facendo attenzione a non dar credito a tutte le denunce e a non passar sopra alla presunzione di innocenza di un sospettato, ma soprattutto tutelando chi di questi atti è vittima: i nostri bambini. Il problema è enorme. Detto questo e più in generale non vorrei che i continui attacchi ai quali è stato sottoposto Sua Santità Benedetto XVI in questi giorni nascondino in realtà, come sottolineato dal Cardinale Sodano “visioni della famiglia e della vita contrarie al Vangelo”. Continuo a ribadire che sto con il Papa in quanto tutti coloro che sono impegnati in politica, e in modo particolare i cattolici che militano in diversi schieramenti, hanno il dovere di non far cadere nel vuoto le parole illuminanti del cardinale Angelo Bagnasco, contenute nella sua prolusione nel corso dei lavori della Conferenza Episcopale italiana. Come non essere d’accordo con Papa Benedetto XVI quando scrive che “un cristianesimo di carità senza verità può venire facilmente scambiato per una riserva di buoni sentimenti, utili per la convivenza sociale, ma marginali. Senza la verità, la carità viene relegata in un ambito ristretto e privato di relazioni. E’ esclusa dai progetti e dai processi di costruzione di uno sviluppo umano di portata universale”. Nello stesso tempo, “non possiamo sempre gridare forte la verità. Essa presuppone amore e sensibilità. Gli esseri umani sono più che mai in cerca di sollievo e aiuto nel dialogo”. Il mondo cattolico rivendica un pensiero di verità, che si accompagna però alla comprensione per l’uomo, per le sue sofferenze, le sue domande. È bastato soperchiare la cloaca per essere sommersi da un tanfo puzzolente. Prendiamone atto senza tentare scorciatoie. Cerchiamo la verità, la vera verità. Chi sbaglia paghi, e venga chiamato con il suo nome e il suo cognome. Intanto si faccia di tutto perché ai bambini sia concesso di essere bambini e nelle persone affette da pedofilia rinasca la speranza di poter guarire. Il dibattito sacrosanto e importante del rapporto tra Fede e Scienza, sul quale hanno scritto memorabili pagine Giovanni Paolo II e lo stesso Papa Ratzinger, viene trasformato da questi neo illuministi in una sorta di guerra permanente, dove la Religione viene descritta pregiudizialmente come un vetusto fenomeno oscurantista. Tradizione, richiamo ai valori della nostra concezione liberale del “non possiamo non dirci cristiani”, contro il modernismo sfrenato e ideologico che vuole negare perfino l’esistenza di radici cristiane nel mondo occidentale. In Italia il dibattito è amplificato anche da una oggettiva situazione “critica” all’interno della Curia, che sta vivendo uno dei momenti più difficili di questi ultimi anni. Ma questa situazione è amplificata soprattutto da chi, per ragioni ideologiche e talvolta solo politiche, vuole cambiare “le regole del gioco” in termini di aborto, eutanasia, concepimento, famiglia omosessuale o allargata o qualsiasi altra politicamente corretta definizione gli si voglia dare. Questo è l’impegno forte e deciso, senza più alibi, per “una nuova generazione  di cattolici impegnati in politica”. Ecco perché sto con il Papa.

Alessio Romagnuolo

Presidente associazione Civitavecchia al Centro

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