La condanna della Chiesa locale

DONG HOI, venerdì, 24 luglio 2009 (ZENIT.org).- La polizia vietnamita ha ostacolato con la forza e ha arrestato un gruppo di cattolici che stava costruendo una struttura provvisoria accanto alla chiesa in rovina della parrocchia di Tam Toa, nella città di Dong Hoi.

“Più di venti cattolici sono stati aggrediti, fatti salire su veicoli militari e arrestati”, ha dichiarato il segretario della Diocesi di Vinh, padre Antoine Pham Dinh Phung.

Questo lunedì mattina, 150 cattolici della parrocchia di Tam Toa stavano costruendo una struttura per il culto e per far fronte alle necessità religiose e avevano collocato una croce e un altare nel cortile della chiesa in rovina.

Più di cento poliziotti e agenti di sicurezza sono arrivati e hanno impedito loro di continuare. Quanti opponevano resistenza sono stati picchiati e sono stati usati gas lacrimogeni.

I poliziotti, informa l’agenzia UCANews, hanno portato via la croce di legno e attaccato alcune donne che cercavano di evitare che ciò accadesse. Sono stati sequestrati anche altri materiali da costruzione e due generatori di corrente.

Il responsabile per le attività pastorali della parrocchia, padre Pierre Le Thanh Hong, ha chiesto a tutti i cattolici del luogo di pregare per i fedeli, “soprattutto per quelli che sono stati feriti e arrestati nell’incidente”.

Il sacerdote ha aggiunto che sono state confiscate anche molte macchine fotografiche dei cattolici.

La chiesa di Tam Toa ha un significato speciale per i cattolici del Vietnam. La sua presenza è documentata dal 1631 e nel XVII secolo era la più grande della regione, con 1.200 fedeli.

L’edificio attuale, di stile portoghese, è stato inaugurato nel 1887 ed era considerato una delle due chiese più belle del Paese, ricorda l’agenzia AsiaNews.

E’ stato danneggiato da un bombardamento nordamericano nel 1968, e sono rimaste in piedi solo la torre e le pareti.

Dalla fine della Guerra del Vietnam, i cattolici locali celebrano la Messa fuori la chiesa o in case private.

La parrocchia non ha avuto alcun sacerdote residente tra il 1964 e il 2006, finché padre Hong è stato destinato alla zona, che attualmente ha circa 1.000 fedeli.

Nel 1997 il Governo ha dichiarato il luogo storico, senza l’approvazione della Chiesa locale, come dimostrazione dei crimini di guerra perpetrati dagli Stati Uniti. Ciò implica che la zona diventi proprietà pubblica, ma i fedeli insistono sul fatto che appartiene alla Chiesa.

Padre Hong ha inviato un rapporto sull’incidente al Vescovo di Vinh, monsignor Paul Marie Cao Dinh Thuyen

Anche il segretario della Diocesi ha inviato una lettera al Comitato Popolare della provincia di Quang Binh, di cui Dong Hoi è la capitale.

Nel testo, padre Phung afferma che la Chiesa locale si oppone con forza e condanna la violenta azione della polizia, gli arresti e le confische delle proprietà ecclesiastiche.

Esorta anche le autorità provinciali a liberare immediatamente i detenuti, sottolineando che le persone ferite hanno bisogno di cure mediche, e chiede che siano restituiti alla Chiesa tutti i beni confiscati.

“Se le nostre richieste non verranno accolte, il Governo provinciale dovrà risponderne davanti alla legge”, ha scritto.

Anche il superiore provinciale dell’Ordine dei Redentoristi, padre Vincent Pham Trung Thanh, ha inviato un messaggio ai funzionari diocesani e ai fedeli.

Di recente, il Vescovo Thuyen ha parlato con le autorità provinciali delle proprietà della Chiesa, anche se non sono stati resi noti i dettagli di questi colloqui.

A gennaio il presule ha deciso di istituire una parrocchia e di ripristinare cinque sottoparrocchie i cui edifici erano in rovina.

Il 2 febbraio il Vescovo, 14 sacerdoti e circa 1.000 fedeli hanno celebrato l’Eucaristia nella chiesa di Tam Toa nonostante le minacce delle autorità.

Hanno contribuito ad aumentare le tensioni le voci su un progetto per trasformare la chiesa in un complesso turistico.