Messaggio ai Vescovi in occasione dell’Anno giubilare

CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 26 novembre 2009 (ZENIT.org).- Papa Benedetto XVI ha fatto giungere un messaggio di incoraggiamento alla Chiesa in Vietnam, attraverso il presidente della Conferenza Episcopale del Paese, monsignor Pierre Nguyên Văn Nhon, Vescovo di Đà Lat.

Il Papa si unisce così alle celebrazioni in occasione dell’apertura dell’Anno giubilare per il 350° anniversario della creazione di due Vicariati Apostolici e del 50° dell’istituzione della gerarchia cattolica in Vietnam.

Nel messaggio, esorta i fedeli del Paese a “un’evangelizzazione profonda che porti a tutta la società vietnamita i valori evangelici della carità, della verità, della giustizia e della rettitudine”.

“Questi valori, vissuti nella sequela di Cristo, assumono una dimensione nuova che trascende il loro significato morale tradizionale, quando si ancorano a Dio che desidera il bene di ogni uomo e vuole la sua felicità”, afferma il Pontefice.

“Il Giubileo è anche un tempo speciale offerto per rinnovare l’annuncio del Vangelo ai concittadini e divenire sempre più una Chiesa che è comunione e missione”.

Ricordando che l’Anno si è aperto nel giorno in cui si commemora il martirio di Andrea Dung-Lac e 116 compagni, assassinati nel XIX secolo in Vietnam, il Pontefice afferma che “aiuterà tutto il popolo di Dio in Vietnam ad attivare la sua carità, ad accrescere la sua speranza e a consolidare la sua fede che la vita quotidiana a volte mette alla prova”.

In particolare, ha proposto ai sacerdoti come esempio proprio Andrea Dung-Lac, “le cui virtù sacerdotali sono modelli luminosi per i sacerdoti e i seminaristi, secolari e regolari, del suo Paese”.

“In questo Anno sacerdotale, possano essi trarre dal suo esempio e da quello dei suoi compagni un’energia spirituale rinnovata che li aiuterà a vivere il loro sacerdozio in una fedeltà più grande alla loro vocazione, nella comunione fraterna, nella degna celebrazione dei Sacramenti della Chiesa e in un apostolato dinamico e intenso”, ha auspicato.

Il Papa ha anche invitato i fedeli a non perdere questa opportunità “per la riconciliazione con Dio e con il prossimo”.

“A tal fine, è opportuno riconoscere gli errori del passato e del presente commessi contro i fratelli nella fede e contro i fratelli compatrioti e chiederne perdono – ha riconosciuto –. Nello stesso tempo, è anche opportuno prendere la decisione di approfondire e di arricchire la comunione ecclesiale e di edificare una società giusta, solidale ed equa attraverso il dialogo autentico, il rispetto reciproco e la sana collaborazione”.