Nota del Vicariato di Roma sulle imminenti elezioni regionali

ROMA, lunedì, 15 marzo 2010 (ZENIT.org).- “Non è possibile equiparare qualunquisticamente tutti i progetti politici, perché non tutti incarnano i valori in cui crediamo”. E’ quanto si legge in una nota del Vicariato di Roma dal titolo “Parole chiare” e riguardante le imminenti elezioni regionali, pubblicata il 14 marzo sul supplemento di Avvenire “Roma sette”.

“Né si possono concedere deleghe di rappresentanza politica a chi persegue altro progetto politico, che ci è estraneo e che non condividiamo – continua la nota -. E deploriamo ogni forma di propaganda elettorale, spacciata come sostenitrice della visione cattolica, ma che tale non è”.

“Il progetto politico che sosteniamo – si legge – considera diritti ‘irrinunciabili’, quanto al riconoscimento che all’esercizio effettivo, la libertà religiosa, la difesa della sacralità della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale, le libertà fondamentali della persona, la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna, aperta alla maternità e paternità responsabile, la libertà educativa e di istruzione, il lavoro retribuito secondo giustizia, la cura della salute, l’apertura agli immigrati in un sistema di leggi che coniughi insieme accoglienza, legalità e sicurezza, la casa, la salvaguardia del creato”.

“In una parola, il bene comune che è tale solo se assicura l’insieme delle condizioni di vita sociale grazie alle quali i cittadini possono conseguire il loro perfezionamento”.

La nota spiega che la società a cui i cattolici aspirano ha un “chiodo fisso a cui appendere tutto, che è la dignità della persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio, e il suo sviluppo integrale, che – come insegna il Papa – ‘riguarda unitariamente la totalità della persona in ogni sua dimensione”.

“Dunque – continua la nota – l’uomo considerato non solo nel suo essere terreno, ma nella prospettiva eterna, senza la quale «il progresso umano in questo mondo rimane privo di respiro», perché «chiuso dentro la storia, esso è esposto al rischio di ridursi al solo incremento dell’avere»” (Caritas in veritate, 11).

“Questi – conclude infine – sono i diritti e valori umani e civili, che i cittadini cristiani – per i quali la fede non è un sentimento elastico che si modella a piacimento e ad ogni circostanza ma la ragione di senso e il fine della vita – intendono sostenere anche con il proprio voto”.