Giovanardi: «Il delirio dell’estate»

“L’omosessualità è una scelta consapevole e più evoluta. Quello omossessuale è l’amore puro”. Nuova uscita-choc, questa mattina a Milano, dell’oncologo Umberto Veronesi, intervenuto a margine della presentazione dell’annuale Conferenza mondiale “The future of science” che si terrà a Venezia dal 18 al 20 settembre. “L’amore omosessuale – ha continuato imperterrito Veronesi – è l’amore più puro. L’amore etero, invece, è strumentale alla procreazione: io ti amo non perché amo te, ma perché in te ho trovato la persona con cui fare un figlio. L’amore omosessuale no. Un omosessuale dice: amo te perché sei più vicino a me, perché hai un cervello più vicino al mio. Il tuo pensiero, la tua sensibilità, i tuoi sentimenti sono più vicini ai miei”.

Secondo l’ex ministro della Salute, è però difficile dire se la biologia abbia un ruolo nella sessualità. “Aver qualcosa di chimico dentro” che spinge verso l’eterosessualità o l’omosessualità “vorrebbe dire che uno è predisposto e che geneticamente nasce già omosessuale. Questo non lo penso. La sessualità si diffonde in rapporto agli stili di vita, alla cultura del momento, è anche un atteggiamento contagioso”, osserva Veronesi.

GIOVANARDI: VERONESI? MERITA IL PREMIO DELIRIO D’ESTATE
Le parole di Veronesi, com’era prevedibile, hanno suscitato polemiche. “Vasco Rossi e Umberto Veronesi sono in corsa per il premio “delirio d’estate”, il primo per aver definito vergognose le leggi che impediscono di guidare ubriachi e il secondo per aver definito il rapporto omosessuale più puro di quello eterosessuale perché quest’ultimo è finalizzato alla procreazione”.

Lo ha detto Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche per la Famiglia. “Per fortuna – continua Giovanardi – questi vaneggiamenti non riusciranno a neutralizzare l’opera di milioni di famiglie e di educatori, che sanno bene che il futuro dei giovani e la sopravvivenza della nostra società dipendono dal saper mettere assieme il rispetto della libertà di tutti e non, invece, dall’esaltare comportamenti che – conclude – da un lato mettono a rischio la vita di terze persone e dall’altro non possono essere certamente definiti più evoluti e superiori all’amore che lega un uomo a una donna”.

da Avvenire