Intervento davanti al Papa del presidente della Conferenza Episcopale

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 8 giugno 2009 (ZENIT.org).- Il Vangelo è l’unica risposta che i Vescovi del Venezuela offrono alle tensioni provocate nel Paese dall’impianto del socialismo del XXI secolo, afferma il presidente della Conferenza Episcopale.

Monsignor Ubaldo R. Santana Sequera FMI, Arcivescovo di Maracaibo, ha detto questo lunedì mattina a Benedetto XVI, durante l’udienza che il Papa ha concesso ai presuli del Paese, che i pronunciamenti dei Vescovi di fronte al progetto politico del Presidente Hugo Chávez si sono ispirati sempre alla loro missione religiosa ed evangelizzatrice.

Nell’incontro, che ha avuto luogo nella Sala del Concistoro del Vaticano, il rappresentante dell’episcopato ha riconosciuto che uno dei servizi fondamentali svolto dai Vescovi “è stato quello di illuminare a partire dalla fede il difficile cammino per il quale transita il popolo venezuelano da un decennio”.

“Come si sa – ha spiegato -, in Venezuela si è imposto da un decennio un nuovo progetto politico chiamato socialismo del XXI secolo, di aspetto rivoluzionario, che ha introdotto profonde modifiche in tutte le dimensioni della vita del Paese, ha contato per la sua affermazione su ingenti entrate provenienti dal petrolio e ha provocato crescenti polarizzazioni economiche, sociali e culturali”.

“La progressiva esecuzione di questo progetto ha polarizzato il Paese e lo ha diviso in gruppi contrapposti”, ha detto il presule venezuelano al Papa.

“Questo confronto – ha proseguito -, che si è risolto attraverso numerosi eventi elettorali, ha causato una crescente polarizzazione politica, ha aumentato la violenza, l’insicurezza e l’odio mettendo a serio rischio la convivenza democratica”.

“Di fronte a queste minacce, e sapendo che la gran parte della popolazione è profondamente religiosa e cattolica, ci siamo sentiti chiamati come pastori a diffondere numerosi messaggi, lettere ed esortazioni pastorali”, spiega il presidente della Conferenza Episcopale.

“In questi pronunciamenti, abbiamo agito all’unanimità, ci siamo stretti alla nostra missione religiosa ed evangelizzatrice, abbiamo esortato tutti i settori all’intesa, al dialogo e alla riconciliazione, abbiamo fatto appello alle radici cristiane della nostra Nazione, abbiamo ricordato a governanti e governati i principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa, abbiamo difeso i più poveri, abbiamo sempre cercato il bene comune e la costruzione della convivenza democratica”, ha detto monsignor Santana Sequera.

“Non abbiamo cercato né prebende né privilegi – ha sottolineato -, ma soltanto la gloria di Dio, il bene della Chiesa e la vita abbondante del nostro popolo”.

“L’esercizio di questo ministero profetico ci ha portato non poche incomprensioni e attacchi da parte di alcuni settori della società e del Governo, ma contiamo sulla luce e sulla forza dello Spirito del Signore Gesù per continuare a dare testimonianza con fedeltà e gioia”.

Nel suo discorso, il Papa ha espresso sostegno ai Vescovi in quest’opera, apprezzando il loro “impegno per irradiare la luce del Vangelo sugli avvenimenti di maggior rilievo che riguardano il vostro Paese, senza cercare nessun altro interesse se non la diffusione dei più autentici valori cristiani, in vista anche di favorire la ricerca del bene comune, la convivenza armonica e la stabilità sociale”.

Il presidente dei Vescovi ha osservato che questa visita è molto importante per la Chiesa in Venezuela, che storicamente si è caratterizzata per il suo amore e la sua vicinanza al Papa, successore di Pietro.

La Chiesa del Venezuela con il Papa

“La storia della nostra Chiesa, in questi ultime due secoli, ci ha insegnato che stringere la comunione e consolidare l’unità ‘cum Petro et sub Petro‘ [con Pietro e sotto Pietro, ndr.] sono beni particolarmente preziosi visto che abbiamo vissuto sulla nostra carne la minaccia da parte di Governi anticlericali di separarci dalla roccia romana creando Chiese nazionali sottoposte ai poteri di turno”.

Ricordando gli attacchi che i mezzi di comunicazione hanno lanciato nei mesi scorsi, il presule ha detto al Papa: “Vogliamo che sappia che in Venezuela i pastori e i cattolici la amano, la rispettano e la seguono. Conti sempre sulla nostra fedeltà e sulle nostre preghiere”.