dal Vangelo secondo  Mt 6, 19-23

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignuòla e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignuòla né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.
La lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».

Il Commento di don Antonello Iapicca

Lo sguardo scruta ciò che il cuore suggerisce, sempre. Gli occhi cercano il tesoro del cuore. Senza posa, affannati, guardiamo, fissiamo, sogniamo. Un tesoro luminoso accende lo sguardo di pace e di letizia. Inconfondibile è lo sguardo di chi vive in Dio. E’ trasfigurato e reca le tracce splendenti del Cielo, perché gli occhi innamorati di Cristo ne riflettono la mitezza. E ogni gesto e parola, ogni passo parlano di Lui. Oggi, noi, dove abbiamo il nostro tesoro? Da che cosa è attirato il nostro sguardo? Per chi palpita il nostro cuore? Per chi o per che cosa stiamo accumulando? Gli sforzi, il lavoro, gli affetti, se non sono per il Cielo, sono irrimediabilmente per la terra, ovvero per la corruzione.

Chi vive per Dio vive per l’eternità, ed ogni aspetto della vita, anche il più semplice e apparentemente insignificante, reca il segno dell’incorruttibile amore. Chi vive per se stesso, solo per questa vita, è già roso dai vermi: le cose, gli amori, le amicizie, sfuggono, i ladri sono già alla porta pronti a scassinare, mentre lo sguardo, come quello di Caino, si fa torvo. E le parole, e gli atti si impregnano di sfiducia, di rancori, di tristezza inrancidita. Ma no, i nostri occhi sono fatti per Lui, il nostro cuore attende Lui, il Signore Gesù. E’ Lui la nostra vita, il nostro tesoro, l’amore che dà luce e pace. Lui, per noi e noi per Lui, e in questa relazione unica, ogni aspetto della vita diviene trasparente, anche i più difficili. Chi ha consegnato se stesso a Colui che tutto ha dato per noi, non ha più nulla da difendere e riconoscerà in ogni orma che precede il suo cammino, il luogo e il momento dove donarsi senza riserve. Nessuna sorpresa, nessuna paura di fronte ai ladri, perché la vita che non muore e non si esaurisce è sempre pronta ad essere donata. Pur essendo derubati mille volte al giorno, non potremo mai perdere ciò che non ha fine, l’amore infinito di Gesù. Siamo chiamati ad essere dispensatori di misericordia, con uno sguardo celeste e di pace su chiunque bussi al nostro cuore. Marito, moglie, suocera, collega, tutti potranno ricevere o anche derubare l’amore che stiamo ricevendo gratuitamente da Colui che non si è difeso di fronte alle nostre rapine, i peccati che gli hanno strappato a brandelli ogni centimetro di vita. Perdonati, risanati e colmati di Lui, siamo inviati anche oggi a lasciarci spogliare per vestire di misericordia questa generazione.