di Don Antonello Iapicca

Mc 12,28-34

In quel tempo, si accostò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”. Gesù rispose: “Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi”. Allora lo scriba gli disse: “Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v’è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore e con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici”. Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: “Non sei lontano dal regno di Dio”. E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

IL COMMENTO

La saggezza è nella risposta ad una domanda. La domanda. “Qual’è il primo dei comandamenti?”. Come dire: “Su che cosa fondare l’esistenza? Che cos’è decisivo e imprescindibile nella vita? A quale comando obbedire per vivere, e per vivere pienamente? Cosa fare per essere felici?”. Il principio della sapienza è il timore del Signore. Temerlo, amarlo. Sperimentare la Sua presenza nella nostra vita. E che la Sua presenza è UNICA, come Lui è UNICO. La sapienza è amarlo con tutto noi stessi, consegnandogli tutto di noi. Ed è la sapienza più genuina perchè è quella che scopre l’evidenza della realtà più profonda, la verità su cui poggia l’universo: Dio esiste, ed è unico. Unico nell’amore, ad ogni uomo in qualunque situzione si trovi. Unico nella misericordia. Unico nel potere con il quale ci libera. Sul Sinai, l’incipit delle Dieci Parole di Vita, vergate con il fuoco dell’amore divino, rammentano un’esperienza. L’ascolto è preceduto e accompagnato da un’esperienza: la liberazione dall’Egitto. Nella liberazione l’esperienza di Dio. E Dio era solo, non v’era con Lui alcun dio straniero. Lui ha spiegato le Sue ali e ha liberato il Suo popolo. Ha rivelato se stesso nella forza incommensurabile del Suo amore, l’unico che ha reso possibile l’impossibile. Non vi sono altri dei, non si allineano altri signori. E’ uno. E’ Dio. Amarlo perchè è unico. Amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le forze è l’unica vita ragionevole. A chi consegnare se stessi se non vi è nessun altro che Lui? Chi amare se non ci ha creato, amato e redenti se non Lui solo? Come dividere il nostro amore con idoli vani, inesistenti, incapaci d’amare e di salvare? Tutto ha origine da un’esperienza. Nella nostra concretissima vita. Non si tratta di un impegno, di buona volontà. Si tratta d’amore. Un bambino ama chi lo ama. Un bambino entra nel Regno dei cieli. Un bambino è il più saggio perchè vive rispondendo “naturalmente” ad un’evidenza: l’amore dei suoi genitori. Con i limiti della carne, con i capricci e e le marachelle che non intacano assolutamente la saggezza dello spirito d’un fanciullo. Dio è unico, il Suo amore è l’unico che scende con noi e in noi, nella sofferenza più profonda, nei dolori di un cancro, nelle angosce dei tradimenti e dei fallimenti, nei tormenti dei dubbi, in TUTTI gli istanti delle nostre vite. Lui è L’UNICO che ci ama così come siamo. Lui SOLO può darci la vita nella morte. L’esperienza del Suo amore genera il radicale e assoluto amore a Lui. Da esso sgorga, naturalmente, l’amore al prossimo, il dono totale financo al nemico, chè ogni uomo reca scoplito il cromosoma divino. Ascoltare è dunque amare. Ascoltare la Verità e obbedire alla Verità (In ebraico i due verbi coincidono). Nulla di sentimentale, erotico e passionale. Un amore crudo, totale, ragionevole e sapiente. L’amore crocifisso di Colui che, unico, ci ha donato tutto. Nel Suo tutto consegnato il nostro tutto consegnato. Amore per amore.