“Nei giorni scorsi, alcuni vescovi illegittimi hanno partecipato a consacrazioni episcopali autorizzate dalla Chiesa. I comportamenti di questi vescovi, oltre ad aggravare la loro posizione canonica, hanno turbato i fedeli e spesso hanno forzato la coscienza dei sacerdoti e dei fedeli che vi sono stati coinvolti”. Lo denuncia una nota diffusa oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede, al termine dei lavori della  Commissione per la Cina istituita da Benedetto XVI. Il testo ricorda che in passato “vescovi legittimi hanno partecipato a ordinazioni episcopali illegittime” e conferma che “molti di loro hanno chiarito la propria posizione e hanno chiesto scusa, e il Santo Padre li ha benevolmente perdonati” ed aggiunge: “altri invece, che pure vi hanno preso parte, non hanno ancora fatto tale chiarificazione e sono quindi incoraggiati ad agire quanto prima in tal senso”.

La commissione vaticana – riunitasi per la quinta volta – segue “con attenzione e con spirito di carità questi penosi avvenimenti” e, pur nella consapevolezza “delle particolari difficoltà della situazione presente”, riafferma che “l’evangelizzazione non può avvenire sacrificando elementi essenziali della fede e della disciplina cattolica”.

“L’obbedienza a Cristo e al Successore di Pietro – infatti – è il presupposto di ogni vero rinnovamento, e ciò vale per tutte le componenti del Popolo di Dio”. E anche in Cina, “gli stessi laici sono sensibili alla chiara fedeltà ecclesiale dei propri pastori”.

PIU’ BATTEZZATI E MENO PRETI, SERVE IMPEGNO DEI LAICI
In Cina “il numero delle vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa negli ultimi anni registra un sensibile calo”, ma nel contempo “l’annuncio del Vangelo, offerto da comunità cattoliche a volte umili e senza risorse materiali, incoraggia molti adulti a domandare il Battesimo”. Lo rileva sempre la nota diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede. Il testo ricorda che anche in Cina “i laici sono chiamati a entrare nella vita civile e nel mondo del lavoro, offrendo con piena responsabilità il proprio contributo: amare la vita e rispettarla dal suo concepimento sino alla sua fine naturale; amare la famiglia, promuovendo i valori che sono propri anche della cultura cinese tradizionale; amare la Patria, come cittadini onesti e solleciti del bene comune”. In proposito, la Commissione cita il detto di un saggio cinese, per il quale “la via del grande studio consiste nel manifestare le virtù luminose, nel rinnovare e avvicinare le persone, e nel raggiungere il bene supremo”.

Secondo l’organismo vaticano, inoltre, “i laici cinesi devono crescere in grazia davanti a Dio e agli uomini, nutrendo e perfezionando la propria vita spirituale come membri attivi della comunità parrocchiale, e aprendosi all’apostolato anche con il sostegno di associazioni e di movimenti ecclesiali, che favoriscono la loro formazione permanente”. Per la Commissione, del resto, “la formazione integrale dei laici, soprattutto laddove sono in atto una rapida evoluzione sociale e un significativo sviluppo economico, è parte dell’impegno per rendere vibrante e vitale la Chiesa locale”.

La Commissione auspica, inoltre, “una speciale attenzione ai fenomeni delle migrazioni interne e
dell’urbanizzazione”. Il testo ribadisce quindi “la necessità che le Diocesi in Cina promuovano un serio catecumenato, adottino il rito dell’Iniziazione Cristiana degli Adulti ecurino la loro formazione anche dopo il Battesimo”. “I Pastori – si legge – debbono fare ogni sforzo per consolidare nei fedeli laici la conoscenza degli insegnamenti del Concilio Vaticano II, in particolare dell’ecclesiologia e della dottrina sociale della Chiesa”. Secondo la Commissione, “sarà altresì utile dedicare una cura particolare alla preparazione di operatori pastorali per l’evangelizzazione, per la catechesi e per le opere di carità”.

Nella situazione odierna, “i laici, dunque, sono chiamati a partecipare con zelo apostolico all’evangelizzazione del Popolo cinese” e ciò in particolare nell’Anno della Fede che tutta la Chiesa celebrerà a partire dal prossimo ottobre. “Le indicazioni pratiche, che la Santa Sede ha proposto e proporrà alla Chiesa universale per una fruttuosa celebrazione dell’Anno della Fede, saranno – conclude la nota – certamente accolte con entusiasmo e con spirito creativo anche in Cina e stimoleranno la comunità cattolica a trovare iniziative adeguate”.

Riferendosi poi al calo delle vocazioni in atto, il documento aggiunge che “per quanto concerne i sacerdoti, le persone consacrate e i seminaristi, la Commissione ha nuovamente riflettuto sull’importanza della loro formazione, rallegrandosi per il sincero e lodevole impegno nel realizzare non soltanto adeguati percorsi di educazione umana, intellettuale, spirituale e pastorale per i seminaristi, ma anche momenti di formazione permanente per i presbiteri”. Inoltre, “si è manifestato apprezzamento per le iniziative, che sono messe in atto da vari Istituti religiosi femminili per coordinare attività di formazione per le persone consacrate”.

“Le sfide della situazione – si legge ancora nel testo – spingono ad invocare il Padrone della messe e a rafforzare la consapevolezza che ogni sacerdote e ogni religiosa, fedeli e luminosi nella loro testimonianza evangelica, sono il primo segno capace di incoraggiare ancora i giovani e le giovani di oggi a seguire Cristo con il cuore indiviso”.

Il comunicato ricorda infine che “il 24 maggio prossimo, memoria liturgica della Beata Vergine Maria Aiuto dei Cristiani e Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, sarà un’occasione particolarmente propizia per tutta la Chiesa per invocare energia e consolazione, misericordia e coraggio, per la comunità cattolica in Cina”.

da Avvenire