di Don Antonello Iapicca

Mc 1,21-28

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

IL COMMENTO

La mormorazione scuote il nostro cuore e le nostre giornate. Tutto quanto fa saltare il banco dei nostri progetti e dei nostri schemi provoca in noi, immancabilmente, un rigurgito violento di ira e mormorazione. Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? “. Sono parole e pensieri nostri, molto più di quanto immaginiamo. Crediamo di ribellarci all’ingiustizia, ai fatti sgardevoli e contrari, alle persone che ci molestano, ma la verità è che resistiamo al potere del Signore. Mormoriamo e ci ribelliamo perchè non lo riconosciamo. Il demonio si nasconde astutamente tra le pieghe degli eventi e di lì lascia scorrere il suo fluido malevolo camuffato nei pensieri e nelle interpretazioni. Egli è il nemico della Croce, e attira tutti nella stessa inimicizia. E’ uno spirito impuro, immondo, perchè impedisce il culto, la lode, il compimento stesso della nostra vita. L’immondizia che ci chiude gli occhi sull’amore di Dio, che ce ne fa dubitare e ci induce a mormorare, a rifiutare la storia, a negare la Croce. Ma giunge anche a noi Cristo, con la sua Parola ricolma di autorità. Essa non è paragonabile a quella vaporosa e vana dei tanti maestri falsi. Essa è potere, capacità di compiere quanto detto. E’ il potere della Croce. In essa Cristo ha sconfitto la more, e con essa ha smascherato la menzogna del demonio e lo ha privato della sua forza. Il potere del Signore giunge oggi a noi incarnato proprio negli eventi che ci scandalizzano, che ci sollevano contro di Lui e ci inducono a mormorare. E’ la Croce che ci viene a salvare. E’ la Croce che grida oggi alla nostro cuore di tacere, per lasciar parlare lo Spirito Santo, perchè sia Lui a prendere il posto della mormorazione. La Croce, incarnata nel fratello che non ci comprende mai, nel collega che ci fa le scarpe, nella malattia, nella precarietà economica. Perchè in tutto quanto viene a rovinarci si nasconde il potere di Cristo. Ed è vero che ci rovina, perchè rovina il piano demoniaco su di noi, assale e demolisce l’uomo vecchio. Non senza dolore come appare nel Vangelo. L’orgoglio è un veleno che non lascia senza conseguenze. Ma proprio l’angustia e il turbamento che accompagnano gli esorcismi d’amore del Signore sono i segni che certificano la sua opera. Non vi è spazio al sentimentalismo, il Regno dei Cieli è dei violenti e soffre violenza. Angusta è la porta per entrarvi, i colpi di piala con i quali il Signore attraverso persone ed eventi ci fa piccoli ed atti ad entrarvi non sono senza sofferenza. Ma benedetta sofferenza, è la porta della libertà, della conoscenza intima e piena di dolcezza del Signore. Lasciamoci amare anche oggi, che gli eventi di Croce ci modellino a sua immagine, perchè non è vero che non abbiamo niente a che fare con Lui. Al contrario, abbiamo molto a che fare con Lui, perchè Lui ha, da sempre, avuto a che fare con noi. Siamo infatti stati creati in Lui, gli apparteniamo, e la nostra unica felicità è la libertà di vivere in Lui, come Lui, per Lui.

Baldovino di Ford ( ?-circa 1190), abate cistercense Trattati 6 ; PL 204, 451-453

« Gesù lo sgridò : Taci ! Esci da quell’uomo »

« La Parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio » (Eb 4,12). Ecco quanto è grande la potenza e la sapienza racchiusa nella Parola di Dio! Il testo è altamente significativo per chi cerca Cristo, che è precisamente la parola, la potenza e la sapienza di Dio… Quando questa parola viene predicata, il Cristo dona alla voce del predicatore, che si percepisce esteriormente, la virtù di operare interiormente, per cui i morti riacquistano la vita (Lc 7,22), e rinascono nella gioia dei figli di Abramo (Mt 3,9). Questa parola è dunque viva nel cuore di chi crede e di chi ama. E appunto perché questa parola è così viva, non v’è dubbio che sia anche efficace.

È efficace nella creazione, è efficace nel governo del mondo, è efficace nella redenzione. Che cosa potrebbe essere più efficace e più potente? « Chi può narrare i prodigi del Signore e far risuonare tutta la sua lode? » (Sal 105,2). È efficace quando opera, è efficace quando viene predicata. Infatti non ritorna indietro vuota, ma produce i suoi frutti dovunque viene annunziata (Is 55,11).

La parola è efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio quando viene creduta e amata. Che cosa infatti è impossibile a chi crede, che cosa è impossibile a chi ama?

Benedetto XVI, Angelus, 1 febbraio 2009

«Quest’anno, nelle celebrazioni domenicali, la liturgia propone alla nostra meditazione il Vangelo di san Marco, del quale una singolare caratteristica è il cosiddetto “segreto messianico”, il fatto cioè che Gesù non vuole per il momento si sappia, al di fuori del gruppo ristretto dei discepoli, che Lui è il Cristo, il Figlio di Dio. Ecco allora che a più riprese ammonisce sia gli apostoli, sia i malati che guarisce di non rivelare a nessuno la sua identità. Ad esempio, il brano evangelico di questa domenica (Mc 1,21-28) narra di un uomo posseduto dal demonio, che all’improvviso si mette a gridare: “Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!”. E Gesù gli intima: “Taci! Esci da lui!”. E subito, nota l’evangelista, lo spirito maligno, con grida strazianti, uscì da quell’uomo. Gesù non solo scaccia i demoni dalle persone, liberandole dalla peggiore schiavitù, ma impedisce ai demoni stessi di rivelare la sua identità. Ed insiste su questo “segreto” perché è in gioco la riuscita della sua stessa missione, da cui dipende la nostra salvezza. Sa infatti che per liberare l’umanità dal dominio del peccato, Egli dovrà essere sacrificato sulla croce come vero Agnello pasquale. Il diavolo, da parte sua, cerca di distoglierlo per dirottarlo invece verso una logica umana di un Messia potente e pieno di successo. La croce di Cristo sarà la rovina del demonio, ed è per questo che Gesù non smette di insegnare ai suoi discepoli che per entrare nella sua gloria deve patire molto, essere rifiutato, condannato e crocifisso (Lc 24,26), essendo la sofferenza parte integrante della sua missione» .