Dopo le suore, tocca all’organizzazione femminile giovanile. I motivi? Il distacco dalla dottrina cattolica in materia di sessualità, aborto e contraccezione

MARIA TERESA PONTARA PEDERIVA da Vatican Insider

Suor Viviana Ballarin l’aveva ripetuto solo una settimana fa: le donne nella Chiesa costituiscono ancora un problema irrisolto. Intervistata da Il Messaggero, la presidente dell’USMI – l’organismo che riunisce le superiore maggiori italiane alla guida di oltre 70 mila religiose nel nostro Paese – aveva dichiarato: “Il cosiddetto genio femminile è una ricchezza per la società e anche per la Chiesa, ma molto spesso si ha paura del diverso; ciò che è diverso rappresenta per molti non tanto una ricchezza, ma anche una minaccia e io credo che in gran parte per questo anche negli ambienti ecclesiastici si preferisce non confrontarsi con il diverso”. E se don Armando Matteo titola il suo ultimo libro “La fuga delle quarantenni” (Rubettino 2012), forse tra non molti anni le donne nella Chiesa – e non solo le consacrate – potrebbero diventare una rarità.

L’ultimo segnale era dell’altroieri: il commissariamento dell’organizzazione americana parallela all’Usmi, la LCWR, da parte della Congregazione vaticana per la Dottrina guidata dal card. Levada, già arcivescovo di San Francisco. Un po’ in tutta l’America si sono levate voci di protesta da parte di quanti conoscono l’attività delle suore nei campi più disparati. “Io sto con le suore”, ha dichiarato il noto gesuita e giornalista James Martin, e il suo grido è già diventato una bandiera.

Due giorni fa un altro colpo che potrebbe essere mortale perché in breve tempo una notizia gira sul web: le Girls Scout – l’organizzazione femminile degli Scout, che in USA sono distinte dai loro colleghi maschi – sarebbero sotto inchiesta da parte dei vescovi americani, guidati dal combattivo card. Dolan di New York.

“Sarà uno scherzo, vero?”, titolano all’Associated Press, ma la notizia sembra tremendamente vera. E, in fin dei conti,   i motivi ancora una volta sono  i medesimi di quelli che hanno messo nei guai le religiose: una insufficiente lettura e promozione della dottrina sociale della Chiesa in materia di educazione sessuale, lotta contro l’aborto, divieto alla contraccezione. Insomma le ragazze scout, come già le suore, non sono proprio attiviste Pro-Life e questo non è ammissibile, a detta dei pastori, soprattutto in questo momento di campagna elettorale in vista delleelezioni presidenziali di novembre.

Anche in America gli Scout, dal punto di vista politico, non si possono certo dire conservatori, tanto che da qualche anno è nato un altro movimento ad hoc dove far confluire i figli dei più rigorosi e osservanti.

Opposizione alla guerra e alla pena di morte, difesa dell’ambiente, accoglienza di tutti, le ragazze Scout sono apparse in questi anni un movimento altamente inclusivo dove non veniva rifiutato l’ingresso a nessuno, tanto che spesso sono state bersaglio di attacchi da parte dei conservatori. Uno degli ultimi è accaduto lo scorso anno in Colorado dove avevano accettato l’iscrizione di un bimbo di 7 anni transgender. Ma opposizioni ne avevano incontrate anche in Alaska e Indiana dopo la partecipazione di alcune di loro a trasmissioni televisive dove non avevano sufficientemente esposto la dottrina sociale cattolica in materia di sessualità e aborto.

L’inchiesta sarà condotta dalla Commissione episcopale sui Laici, matrimonio, vita, famiglia e giovani, guidata da Kevin Rhoades,  vescovo di Fort Wayne nell’Indiana.

Ironia della sorte – ma che alimenta ancor più la frustrazione delle ragazze – è che quest’anno ricorre il 1° centenario dell’organizzazione sorta nel 1912. “Una tristezza generalizzata”, confessa Michelle Tompkins, portavoce delle Girls Scout, che stimano contare un quarto di ragazze cattoliche tra le loro oltre 2 milioni di adesioni, peraltro già in calo dopo gli anni d’oro quando nel decennio ’70-80 avevano oltrepassato i 3 milioni.

Alcune critiche vorrebbero che il sito delle Girls Scout http://www.girlscouts.org/, non ospitasse, ad esempio, il link aMedici Senza Frontiere perché l’organizzazione sostiene la pianificazione familiare e l’uso dei contraccettivi, anche per difendersi dal contagio dell’AIDS. Sulla stessa linea quanti le vorrebbero sganciate da un programma in materia sanitaria delle Nazioni Unite, in particolare una brochure dal titolo: “Healthy, Happy and Hot” (Sana, felice, calda), consigli per una vita sessuale protetta. Sono state anche accusate di leggere la versione americana della rivista femminile francese Marie Claire, invece di riviste cattoliche … Per ora il loro sito non ha traccia della questione.

Aspettiamo ora di leggere cosa diranno i vescovi al termine della loro inchiesta.