Dall’ex-Sant’Uffizio la condanna per il volume di sister Farley ritenuto non conforme alla dottrina cattolica su divorzio, unioni gay e atti omosessuali

Alessandro Speciale das Vatican Insider

Nuove e inattese tensioni in vista tra le suore statunitensi e il Vaticano. Appena ieri, il ‘commissario’ incaricato di riformare la principale organizzazione di religiose Usa – monsignor Peter Sartain, arcivescovo di Seattle – aveva cercato di usare toni concilianti, promettendo alla Leadership Conference of Women Religious un dialogo “in un’atmosfera di apertura, onestà, integrità e fedeltà alla dottrina della Chiesa”.

Ma oggi da Roma è arrivata una nuova condanna: quella della Congregazione per la Dottrina della Fede contro il libro “Just Love. A Framework for Christian Sexual Etichs” di Margaret A. Farley, dell’ordine delle Suore della Misericordia. Il volume viene giudicato “non conforme alla dottrina della Chiesa”, perché esprime “proposizioni erronee”, in “diretto contrasto con la dottrina cattolica nell’ambito della morale sessuale”, su temi ‘di confine’ come “la masturbazione, gli atti omosessuali, le unioni omosessuali, l’indissolubilità del matrimonio e il problema del divorzio e delle seconde nozze”. Per l’ex-Sant’Uffizio, suor Farley “o ignora l’insegnamento costante del magistero oppure, quando occasionalmente lo menziona, lo tratta come un’opinione tra le altre”.

Della masturbazione, ad esempio, la religiosa sostiene che “favorisce realmente i rapporti più di quanto non li ostacoli”. La Congregazione risponde che si tratta invece di “un atto intrinsecamente e gravemente disordinato”, perché “qualunque ne sia il motivo, l’uso deliberato della facoltà sessuale al di fuori dei rapporti coniugali normali contraddice essenzialmente la sua finalità”.

Oppure, per suor Farley, gli atti omosessuali “possono essere giustificati proprio come le relazioni e gli atti eterosessuali”. “Tale posizione non è accettabile”, risponde l’ex-Sant’Uffizio, perché gli atti omosessuali “sono intrinsecamente disordinati” e “in nessun caso possono essere approvati”. Così, se nel libro la religiosa si dichiara anche favorevole al riconoscimento delle unioni omosessuali, il Vaticano risponde che “il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun modo … al riconoscimento legale delle unioni omosessuali”, che verrebbero così equiparate al matrimonio.

Nel volume, suor Farley avanza dubbi sui confini della indissolubilità del matrimonio e si dichiara favorevole alla possibilità di contrarre seconde nozze. Ma per la Chiesa, ricorda la Congregazione per la Dottrina della Fede, “l’amore vuole essere definitivo” e non può essere “fino a nuovo ordine”. Per questo, i divorziati risposati si trovano “in una situazione che oggettivamente contrasta con la legge di Dio”.

In una dichiarazione diffusa dall’Università di Yale, dove insegna, suor Farley ringrazia l’ex-Sant’Uffizio per lo “sforzo” di voler comprendere le posizioni espresse nel suo libro e “non contesta il giudizio” che alcune di esse siano “non in accordo con il magistero corrente della Chiesa”. Tuttavia, la studiosa sottolinea che il libro non voleva essere una esposizione – né tanto meno una confutazione – della dottrina cattolica quanto una esplorazione di quella che può essere una “etica sessuale basata su criteri di giustizia” alla luce di diverse tradizioni religiose per valutare quali siano “attività e relazioni sessuali sincere e fedeli”.