di Luca Pistone Atlasweb.it

Dopo un lungo dibattito di quasi 14 ore, la Camera dei Rappresentanti dell’Uruguay ha approvato ieri con 50 voti a favore e 49 contrari il disegno di legge che prevede la depenalizzazione dell’aborto. Passerà ora al Senato, dove non dovrebbero mancare i voti per la sua approvazione.

Secondo il disegno di legge, “tutte le donne maggiorenni hanno diritto a decidere sull’interruzione volontaria della gravidanza durante le prime 12 settimane del processo gestazione”. Non si applicherà tale termine nel caso in cui la gravidanza sia il risultato di uno stupro, se si presentano rischi per la salute o la vita della donna o se sussistono “malformazioni fetali gravi, incompatibili con la vita extrauterina”. Gli interventi dovranno essere sempre eseguiti “in centri specializzati e sotto il controllo delle autorità”. Tutti i centri sanitari, pubblici e privati, dovranno eseguire l’aborto gratuitamente alle utenti che ne facciano richiesta.

In base alla legge, la donna uruguaiana che vorrà abortire dovrà recarsi dal proprio medico ed esprimere la propria volontà. Seconda tappa, un comitato formato da ginecologi, psicologi e assistenti sociali che le segnaleranno tutte le possibilità a sua disposizione. La donna avrà cinque giorni di tempo per rifletterci sopra.

Il progetto passerà al Senato, che già lo scorso dicembre aveva votato in suo favore, per la sua approvazione finale. Spetterà infine al presidente José Mujicaratificare la norma perché questa entri in vigore. In più occasioni il mandatario si è detto favorevole alla legge.

La norma vigente, adottata nel 1938, punisce con una reclusione dai 3 ai 9 mesi la donna che ricorre all’aborto, dai 6 ai 24 mesi chi pratica l’aborto e dai 2 agli 8 anni chi lo esegue senza il consenso della donna.