di Domenico Bonvegna
Esistono delle avanguardie culturali che negano la Storia, che vogliono cancellare il Passato, vale solo del presente, la quotidianità, senza neanche porsi il problema del futuro.

Il libro di Giorgio Zauli, Cancelli d’Europa, edito da Ares di Milano (www. ares. mi. it ), invece è un’apologia della Storia, del nostro passato, praticamente è un inno alla Storia, alle radici greche, romane e giudaiche del continente europeo, del nostro Occidente.

Il testo presenta 15 schede semplici di alcuni avvenimenti storici significativi, arricchito da disegni finemente illustrati da Elena Gualandris. Per la chiarezza e sinteticità, che non significa banalizzazione, il libro potrebbe essere un ottimo sussidio scolastico per far capire meglio ai nostri studenti i fatti epocali della Storia dell’Occidente europeo.

Il saggio di Zauli parte addirittura dalle guerre persiane. E’ il primo “cancello”d’Europa, il primo momento storico cruciale e significativo per la storia del nostro continente. Seguono altri cancelli storici, “tanto drammatici e decisivi – scrive Alberto Barzanò nella prefazione – quanto almeno a prima vista, apparentemente lontani tra loro nello spazio, quali, le guerre persiane, l’assedio di Vienna, la seconda guerra punica e la battaglia di Lepanto, la battaglia di Poitiers e la caduta dell’Urss”. Leggendo il testo, emerge che alla fine tutti questi singoli “mattoni”della nostra storia sono vicini e coesi tra loro, formando, all’interno del percorso storico plurimillenario dell’identità dell’Europa, un continuum di importanza tutt’altro che secondaria.

Il volume nasce da un ciclo di conferenze, organizzate alcuni anni fa dal Centro culturale L’Orchestra di Faenza: “Pensare la Storia: itinerari per una rilettura del passato”. L’obiettivo di allora, ma anche quello di oggi, è di far piazza pulita dei pregiudizi ideologici, delle vulgate, delle leggende nere, dei luoghi comuni delle verità di comodo… L’intento era di offrire strumenti e ridare coraggio agli insegnanti, alle prese con libri di testo scandalosamente di parte o comunque indietro di decenni rispetto alle più recenti acquisizioni storiografiche, per quanto riguarda il Medioevo, ma anche tutti gli altri periodi. L’insegnante Zauli a questo proposito ringrazia i relatori, studiosi e scrittori di quelle conferenze, come il dott. Eugenio Corti, dott. Giovanni Cantoni, dott. Massimo Caprara, dott. Rino Cammilleri, prof Alberto Barzanò, in particolare Zauli ringrazia il prof. Monsignor Luigi Negri, attualmente vescovo di San Marino e Montefeltro, per le sue opere False accuse alla Chiesa; Pio IX e Controstoria.

Il testo di Zauli merita una presentazione più approfondita, farò altre puntate, soffermandomi su alcuni eventi storici molti importanti per la creazione della nostra civiltà occidentale europea.

Sorprendentemente il saggio di Zauli inizia con le guerre Persiane, e non si tratta di una forzatura, perchè le guerre di Maratona, Salamina, Platea, rappresentano le prime partite tra l’Europa e l’Oriente. Se siamo ciò che siamo, lo dobbiamo agli opliti ateniesi di Milziade, agli spartiati del re Leonida, alle agili navi della flotta, comandata da Temistocle.

La storica battaglia di Maratona, scrive Zauli, non si propose immediatamente come lo scontro di civiltà, tra concezione assolutistica e democratica dello Stato, che effettivamente rappresentava: questi connotati le furono riconosciuti in seguito, allorchè fu chiaro che, senza la vittoria degli opliti di Milziade, sarebbe mancato un tassello fondamentale al cammino umano verso la libertà a cui sarebbero state in seguito legate le vicende della Grecia e in prospettiva quelle dell’Europa.

Domenico Bonvegna
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